Crolla un seracco sulla Marmolada, almeno sei morti, molti i dispersi
La tragedia è avvenuta nel primo pomeriggio verso la cima del massiccio montuoso: decine di alpinisti erano in zona
Crolla un enorme blocco di ghiaccio sulla Marmolada: il bilancio provvisorio della tragedia è di almeno sei morti e otto feriti, di cui uno grave. Ma c’è ancora una decina di dispersi.
Il dato attuale è reso noto da Gianpaolo Bottacin, l’assessore regionale del Veneto alla Protezione civile.
«La situazione è in evoluzione ed è difficile allo stato attuale dare con certezza conto dell’accaduto». «Sto costantemente informando – conclude – il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio».
Le ricerche sono ovviamente ancora in corso.
Solo poche settimane fa un analogo episodio – il cedimento di un seracco sul Gran Combin – aveva provocato due morti e una decina di feriti.
«È fragile la montagna. Il cambiamento climatico rende ancor più fragile quello che era giù un corpo complesso, beni collettivi da proteggere. Lo abbiamo visto oggi ancora una volta oggi nel crollo sulla Marmolada» dice Marco Bussone, presidente nazionale Uncem..
«Sappiamo che frane di roccia e di ghiaccio vi saranno ancora. Gli ecosistemi si stanno infragilendo. Così le rocce anche per effetto della contrazione dei ghiacciai e della riduzione delle precipitazioni. Prevenire è complesso. Sbagliato però dire che ‘la montagna uccide’. La crisi ecologica e ambientale che viviamo rende la montagna più fragile, problema serio di una collettività, del nostro Paese, che non può passare oltre. Uncem ringrazia soccorritori, volontari, forze dell’ordine al lavoro sulla Normale della Marmolada, sui versanti, negli ospedali in queste ore. Uncem si unisce alle famiglie delle vittime, con commozione».
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