Docenti e Ata: quando arriva il bonus 200 euro

C’è ancora poca chiarezza attorno alle modalità di erogazione del bonus 200 euro previsto per i docenti e il personale Ata: ecco perché vale la pena di fare il quadro della situazione al momento, in attesa di ulteriori aggiornamenti e nuovi cambiamenti

insegnanti

C’è ancora poca chiarezza attorno alle modalità di erogazione del bonus 200 euro previsto per i docenti e il personale Ata: ecco perché vale la pena di fare il quadro della situazione al momento, in attesa di ulteriori aggiornamenti e nuovi cambiamenti. Come noto, il bonus 200 euro è il provvedimento che il governo ha previsto allo scopo di combattere il caro vita attraverso il decreto legge n. 50 del 17 maggio 2022, comma 1 dell’articolo 31. Qualcuno lo ha già ottenuto: è il caso di coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza e dei pensionati. Molti altri, però, stanno ancora aspettando: appunto, i lavoratori dipendenti della scuola.

A chi spetta il beneficio

Come si sa, questo incentivo viene riconosciuto a tutti i lavoratori dipendenti pubblici, e quindi anche ai dipendenti della scuola. Il personale Ata e i docenti hanno diritto al bonus 200 euro, che per altro non sarà soggetto a tassazione in quanto non fa parte del reddito ai fini Irpef per nessuno dei soggetti beneficiari: i pensionati, i lavoratori dipendenti e le partite Iva. Secondo il calendario delle operazioni che è stato diffuso dal sistema NoiPa, è prevista per questo mese l’erogazione dell’indennità: a sostenerlo è blowingpost.it, noto quotidiano online di approfondimento economico.

Come funziona

L’indennità spetta ai lavoratori dipendenti, sia del settore privato che del settore pubblico, a prescindere dal fatto che siano titolari di un solo rapporto di lavoro o di più rapporti. Si tratta dei lavoratori che hanno diritto allo 0.8% di esonero contributivo per la retribuzione mensile nel lasso di tempo compreso tra il 1° gennaio del 2022 e il giorno precedente alla data in cui la circolare è stata pubblicata. Per altro, tale aspetto risulta ignoto a molti, eppure rappresenta un requisito indispensabile per poter usufruire del bonus.

In che cosa consiste l’esonero contributivo

È il comma 121 della Legge di Bilancio, cioè la legge 234 del 2021, a prevedere l’esonero contributivo pari allo 0.8%, per i periodi di paga compresi tra il 1° gennaio e il 31 dicembre di quest’anno, in via eccezionale, per tutti i rapporti di lavoro dipendente, eccezion fatta per i rapporti di lavoro domestico. Come si legge direttamente nel comma in questione, è previsto un esonero di 0.8 punti percentuali sulla quota dei contributi previdenziali a carico del lavoratore per la vecchiaia, l’invalidità e i superstiti a patto che la retribuzione imponibile sia al massimo di 2.692 euro al mese, parametrata su base mensile per un totale di 13 mensilità, con la maggiorazione del rateo di tredicesima per la competenza del mese di dicembre. L’aliquota di calcolo delle prestazioni pensionistiche non viene cambiata, in considerazione dell’eccezionalità di tale misura. In termini più semplici, per i rapporti di lavoro dipendente quest’anno si applica, a chi ha una retribuzione annua non superiore a 35mila euro lordi, un esonero previdenziale pari allo 0.8%.

Come funziona lo sgravio

In base alle informazioni disponibili al momento, per usufruire dello sgravio contributivo non è necessario inoltrare alcuna richiesta, in quanto esso viene concesso in automatico. L’esonero riguarda sia i dipendenti del settore pubblico che i dipendenti privati, e vale unicamente per il 2022. Tuttavia, da quando è stata applicata la circolare Inps n. 43 dello scorso 22 marzo, hanno preso il via le attività finalizzate all’aggiornamento delle procedure del sistema NoiPa finalizzate a garantire l’esonero contributivo. Questo vuol dire che anche i dipendenti pubblici, a partire da aprile, si sono trovati lo sgravio contributivo in busta, insieme con gli arretrati da gennaio in poi. Non è stato ancora chiarito, però, se sia obbligatorio usufruire di tale esonero contributivo in busta paga. Se si presta fede a una interpretazione della norma letterale, si può godere del bonus 200 euro unicamente avendo acquisito il diritto, a prescindere dal riscontro effettivo in busta paga.

Il parere dei consulenti del lavoro

Secondo il testo della legge, i lavoratori per ottenere il bonus devono aver usufruito dello sgravio contributivo almeno per una mensilità nel corso del primo quadrimestre. Il problema è che le istruzioni Inps recepite alla fine di marzo da NoiPa sono giunte in ritardo, ed è per questo che non si può sapere se il personale scolastico ha già avuto modo di beneficiare dello sconto in busta paga. Il diritto all’indennità, secondo i consulenti del lavoro, si ottiene semplicemente con l’acquisizione del diritto, al di là del fatto che sia avvenuta o meno l’esposizione dell’esonero contributivo. Insomma, a livello teorico è sufficiente l’acquisizione del diritto. Tuttavia, qualora fosse richiesto aver davvero usufruito della riduzione contributiva di 0.8 punti percentuali indicata dalla Legge di Bilancio, sarebbero in tanti a rimanere esclusi, anche con un reddito lordo di meno di 35mila euro all’anno. Per i dipendenti pubblici, comunque, l’autodichiarazione per il bonus 200 euro non è richiesta.

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Pubblicato il 13 Luglio 2022
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