Università telematiche in forte crescita: Talents Venture indica le sfide per il mondo accademico

La società di consulenza ha analizzato i dati delle iscrizioni nel mondo accademico individuando le tre sfide a partire dal calo demografico

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Didattica on line in crescita. Negli ultimi 10 anni, gli iscritti alle università telematiche sono più che quadruplicati. Lo afferma “Talents Venture”, una società di consulenza specializzata in servizi di orientamento e sviluppo di soluzioni a sostegno dell’istruzione universitaria,  indicando il sorpasso degli atenei on line rispetto a quelle tradizionali per quanto riguarda il gettito medio degli ultimi 5 anni: queste realtà accademiche virtuali sono passate da circa 15 milioni ai 48 milioni attuali. In leggera crescita le realtà non statali ( da 38 a 46 milioni) mentre segnano una leggera flessione le statali (da 35 a 34 milioni).

«La loro crescita – sostiene Talents Venture – si può misurare sotto tre diversi aspetti:

  • la dinamica nel numero di iscritti;
  • il confronto con gli atenei tradizionali;
  • la dimensione economica.

In Italia, stiamo assistendo ad un forte declino demografico che, tra le molteplici conseguenze, sta spostando la domanda di istruzione verso la popolazione adulta. E su questo aspetto in particolare, le università telematiche sembrano partire più avvantaggiate in quanto sono in grado di conciliare una formazione a distanza con i tempi lavorativi.

Alla luce di ciò, il ruolo che le telematiche coprono all’interno del sistema universitario sta diventando sempre più significativo. In un mercato dinamico e sempre più competitivo come quello dell’istruzione universitaria, è necessario capire quali saranno i margini di crescita delle università telematiche mentre, allo stesso tempo, le università tradizionali sono chiamate a fare scelte di posizionamento».

Il tema è diventato più importante negli ultimi due anni e mezzo con l’introduzione della didattica digitale da parte di tutte le realtà accademiche a causa delle norme sanitarie. La rinuncia a questa modalità per un ritorno in presenza totale ha sollevato qualche perplessità tra gli iscritti che avevano trovato una modalità per combinare sia le lezioni sia gli impegni lavorativi.  

Nell’ultimo decennio, si legge nello studio di Talents Venture, gli iscritti alle università telematiche sono passate  da circa 40mila nell’aa. 2011/2012 a oltre 185mila nell’aa. 2020/2021. Hanno, dunque, aggiunto al sistema universitario 145 mila studenti. È un numero quasi 10 volte maggiore di quello registrato dalle Non Statali (+15 mila) ed in grado di compensare la perdita registrata dalle università Statali (-92 mila studenti).

Anche le università tradizionali hanno aumentato l’offerta telematica e a distanza: complessivamente, hanno aggiunto 67 corsi erogati in modalità telematica o mista negli ultimi 5 anni per cui sono disponibili i dati (50 solo nell’ultimo triennio), ma il 54% degli atenei tradizionali (43 su 80) non ha corsi telematici. Prima del Covid era il 71% (57 su 80).

«Il sistema universitario – commenta Talents Venture – è in fermento e alla ricerca di nuovi equilibri. All’orizzonte ci sono tre sfide principali:

  1. la prima riguarda il calo demografico;
  2. la seconda, direttamente conseguente alla prima e relativa alla mancanza dei giovani, interessa la progettazione di una nuova offerta formativa universitaria diversificata non solo nei contenuti, ma anche nelle modalità di erogazione affinché si possano ingaggiare le fasce della popolazione più adulta; 
  3. la terza concerne la crescente competizione dei players di formazione non tradizionali e differenti dalle università. 

Queste sfide richiedono una scelta di posizionamento chiara. 

  • A quale segmenti di mercato riferirsi? 
  • Con quale contenuti formativi? 
  • Con che modalità di fruizione dei corsi? 
  • Con quali elementi distintivi rispetto ai concorrenti tradizionali (gli altri atenei, telematici e tradizionali) ed emergenti (Bootcamps, Acadamies e ITS)?

Queste sono alcune delle domande a cui le università telematiche e quelle tradizionali saranno chiamate a rispondere. Gli atenei che non lo faranno rischiano di sparire dalla scena, così come sta accadendo in altri paesi del mondo»

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 28 Settembre 2022
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