The Bear, una storia che emoziona e travolge

C’è una serie TV in particolare che quest’anno sta spopolando su Disney+, parliamo di The Bear, una storia profondamente delicata e difficile, che non dà il tempo allo spettatore di pensare, ma anzi, toglie il respiro tra un susseguirsi di ricette, musica, ritmo e la storia del protagonista

The Bear

C’è una serie TV in particolare che quest’anno sta spopolando su Disney+, parliamo di The Bear, una storia profondamente delicata e difficile, che non dà il tempo allo spettatore di pensare, ma anzi, toglie il respiro tra un susseguirsi di ricette, musica, ritmo e la storia del protagonista.

Lo chef Carmy Berzatto è, infatti, un astro nascente della cucina stellata newyorkese, costretto a tornare a casa sua, a Chicago, per prendere in mano le redini del piccolo ristorante di famiglia.

Una storia che sarà in grado di far riflettere, grazie anche a una scenografia incentrata sul quartiere Near North Side della città, popolato da colletti bianchi, comunità multirazziali e tanta micro criminalità.

Uno scenario che ci propone un protagonista pieno di buona volontà, che dovrà però fare i conti col suo passato, con il suicidio di suo fratello e un futuro incerto, non agevolato di certo da una brigata poco collaborativa e molto sopra le righe con cui si troverà a interagire.

Perché guardare questa serie

Grazie anche a un netto incremento dei film e delle serie TV disponibili sulle varie piattaforme streaming, ad oggi l’offerta tra cui scegliere è davvero ampia.

Tutto ciò che serve per gustarsi contenuti digitali di alto livello sono un comodo divano e una buona Smart TV, senza ovviamente dimenticare il dover trovare le migliori tariffe internet casa, un passo fondamentale per utilizzare al meglio le varie piattaforme a disposizione.

The Bear, in particolare, è uno di quei contenuti che lasciano il segno, una storia sapientemente contestualizzata in una rappresentazione molto realistica della cucina di un ristorante, ma anche egregiamente arricchita di momenti delicati e difficili, come i temi della sindrome post traumatica, gli attacchi di ansia e l’ansia da prestazione, tutte difficoltà che per il giovane chef sono all’ordine del giorno.

Tutto questo, per il povero Carmy, è poi ancor di più appesantito dal fatto di dover rimettere insieme i pezzi della sua vita e cercare insieme di dare un senso alla morte di suo fratello.

Una sapiente regia

La regia e sceneggiatura di questa nuova serie sono in grado di trasformare questo racconto in una serie breve ma molto intensa, che sa appassionare i telespettatori. Gli otto episodi volano infatti via in un attimo e, per fortuna, è già prevista una seconda stagione, che speriamo sarà altrettanto travolgente e frenetica, proprio come nella realtà di un ristorante.

Ed è così che tutto è in grado di trasportarci nella realtà di Carmy, i piani sequenza, i primi piani ravvicinati, i dialoghi sempre molto serrati e la musica del protagonista, con in sottofondo brani indimenticabili dei Pearl Jam e degli Wilco.

La strada del ragazzo è sicuramente in salita, ma di certo piena della sua grande forza di volontà e della voglia di emergere e questo ci commuove e ci travolge.

L’attore Jeremy Allen White, che veste i panni del protagonista in modo egregio, è di certo tra i personaggi dell’anno e a lui si affianca un cast fantastico e delle guest star di tutto rispetto, come Joel McHale nei panni dello chef capo di Carmy e John Bernthal in quelli di Mikey Berzatto.

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Pubblicato il 01 Ottobre 2022
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