“Quali progetti ci sono per il futuro della via Mario Greppi di Angera?”
La riflessione di un lettore che chiede come si possa tutelare e allo stesso tempo valorizzare, anche a livello sovracomunale, un corso a rilevanza storico artistica come quello di Angera
«Non vivo ad Angera ma la frequento quotidianamente per lavoro e amo molto questa cittadina, soprattutto il suo centro storico, la via Mario Greppi. Spesso però la vedo deserta, vedo sorgere sempre più garage ai piani terra e mi chiedo che progettazione ci sia rispetto a questa via, così importante anche dal punto di vista storico e artistico e che cosa si stia facendo per tutelare e proteggere questo patrimonio, anche a livello sovracomunale». È una riflessione che tocca più ambiti, ma in particolare la salvaguardia del patrimonio culturale, quella sottoposta da un lettore che ha contattato VareseNews per chiedere che il futuro del corso che attraversa il centro sia al centro di una visione più ampia.
Far rivivere i centri storici è una tra le principali sfide di comunità che in questo contesto le amministrazioni a tutti i livelli, si trovano ad affrontare. Nel caso specifico di Angera, in questa parte del centro, vengono organizzate saltuariamente delle manifestazioni e la via è stata oggetto di una serie di progetti, finanziati attraverso l’ottenimento di risorse specifiche: dalla realizzazione dei siti del museo diffuso alle opere di street art a cielo aperto, tra tutte il grande murale di Ravo dedicato a Caravaggio. Il passaggio che sottolinea il lettore riguarda però l’aspetto culturale e paesaggistico e non tanto il tema “politico”.
«La mia critica non vuole entrare nel merito della politica locale – precisa il lettore -. Seguo il sindaco Molgora su Facebook e vedo che parla molto del lungolago e di quello che si sta realizzando. Su questa parte di Angera invece – conclude il lettore – credo sia urgente condividere con i cittadini quale sia la visione. Anche perché, nonostante l’impegno dei commercianti che lavorano proprio in questa via e la mantengono viva, il rischio che diventi un dormitorio è sempre dietro l’angolo. Inoltre gli interventi che si stanno realizzando hanno un impatto sull’esistente e quindi mi chiedo quanto questo sia stato tutelato».
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