Basso fiuta il Tour: “A livello mentale sono al 100%”
Ivan è in Francia da dove sabato 2 darà l'assalto alla maglia gialla: «La caduta sull'Etna ha condizionato la preparazione, ma ho fatto il massimo per arrivare preparato al via»
Il ritardo accumulato con il trasporto aereo, per fortuna non fa classifica. E così l’avventura di Ivan Basso al Tour de France 2011 ha potuto iniziare senza altri intoppi al di là di qualche attesa aeroportuale a Parigi nel pomeriggio di ieri – martedì 28. Tranquillo, rinfrancato dall’abbraccio della sua Cassano che lo ha salutato in modo caloroso lunedì, il due volte vincitore del Giro è pronto alla Grand Boucle nonostante gli intoppi che ha trovato sul suo cammino primaverile.
Del Tour – percorso e avversari – preferisce non parlare fino alla conferenza stampa ufficiale, quando ci saranno i riflettori di tutto il mondo del ciclismo, ma il corridore varesino si sofferma volentieri sull’avvicinamento alla corsa francese.
Ivan, lei arriva al Tour dopo un incidente che ne ha condizionato la preparazione. Quanto è stato rallentato dalla caduta sull’Etna?
«Di sicuro l’incidente in Sicilia e l’infortunio che ho subìto hanno cambiato i programmi che avevamo stilato in precedenza. Abbiamo avuto meno tempo del previsto e quindi abbiamo cercato di recuperare con allenamenti mirati che mi hanno comqunque permesso di avere una crescita costante della condizione nell’ultimo periodo».
L’ultima parte di allenamenti è stata svolta al Passo di San Pellegrino. Che tipo di sedute ha svolto in questo ritiro?
«Io e i miei tecnici abbiamo deciso di aumentare i carichi di lavoro, tanto che su nove giorni in altura ho svolto sei allenamenti molto impegnativi. Inoltre abbiamo avuto l’occasione di provare la cronometro a squadre per preparare la tappa di domenica 3. Penso sia stato fatto il massimo possibile, partendo dalle condizioni in cui ero; ora sarà la strada a dire se questo "massimo" è stato sufficiente. Ma sono fiducioso».
È possibile per lei dire a che percentuale di condizione si trova, prima di cominciare il giro di Francia?
«Sono sicuro di una sola cosa: a livello mentale sono al 100% e ciò è quello che conta. Perché è la testa a comandare le gambe e tutto il resto».
Lei, dopo la squalifica, ha già corso il Tour lo scorso anno, un’edizione per lei segnata da diversi problemi di salute. La ritiene comunque una partecipazione utile in vista di questo 2011?
«Io credo di sì: il Tour va sempre corso quando ce n’è la possibilità. È vero che l’anno scorso non ho potuto rendere come speravo, però io penso che la partecipazione mi sia comunque servita; non ci andavo da cinque edizioni ed è stato utile per ritrovare i ritmi propri del Tour. Mi ha permesso di "sentire" la gara senza per forza dover ricorrere ai ricordi accumulati fino al 2005».
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