Mezzo milione di alpini invadono Torino
Gli alpini hanno letteralmente invaso Torino per la loro Adunata nazionale, l'84a, quella del 150° anniversario dell'unità d'Italia, che è cominciata ieri e si conluderà domenica
Mezzo milione nel cuore di Torino, con il loro folklore, le loro divise, le bande, i camper, i canti fino a notte fonda, ma anche la solidarietà, l’ attaccamento e l’ orgoglio di indossare il cappello con la ‘penna nerà. Gli alpini hanno letteralmente invaso Torino per la loro Adunata nazionale, l’84a, quella del 150° anniversario dell’unità d’Italia, che è cominciata ieri e si conluderà domenica. La celebrano nella città sabauda e s’ incrociano con altri due grandi amori degli italiani: le Frecce Tricolori, che nel pomeriggio sorvolano Torino e ricoprono la città con il tricolore più grande del mondo, e il Giro d’Italia, che domani partirà dalla reggia di Venaria Reale. In un centro cittadino che alle 17 la Polizia municipale è costretta a chiudere al traffico per la quantità di gente che si riversa per le strade e le piazze, alpini e "corsa rosa" s’ incrociano e ripercorrono insieme un pezzo di storia d’Italia. "Penne nere" e "girini" sfilano insieme fino a piazza Castello, i primi per la cerimonia ufficiale d’apertura dell’adunata, con il Ministro della Difesa Ignazio La Russa; i secondi per la presentazione ufficiale delle 23 squadre che da domani percorreranno l’intera penisola. È il momento più bello della giornata, con siparietti come quello dei campioni delle due ruote Nibali e Contador che si prestano a indossare il cappello con la penna nera, ma a precederlo e seguirlo sono decine e decine di istantanee che raccontano storia, passioni e orgoglio degli alpini di ogni parte d’Italia. Il centro di Torino è off limits: si cammina solo a piedi. In ogni angolo c’è una fanfara, una banda, un tavolino con boccali di birra, vino, polenta e salsicce. "Boca" e "veci" cantano e marciano insieme, qualcuno un pò brillo già dal pomeriggio. I torinesi guardano ammirati e applaudono. La città si stringe intorno agli alpini, come ha fatto per la Festa dei 150 anni dell’Italia, il 18 marzo, con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Si riscopre capitale di un’ Italia che vuole festeggiare la sua unità e ritrova l’ ospitalità che ha già dimostrato con le Olimpiadi, con l’ Ostensione della Sindone e con una Notte Tricolore emozionante e indimenticabile, meno di due mesi fa. La preoccupazione per tanta gente per strada e i disagi di una città semiparalizzata passano in secondo piano. Quando le ombre della sera accendono il Tricolore che incornicia la Mole Antonelliana, interamente illuminata di rosa, la magia è completa. Nella prima capitale d’Italia, la notte che sta per arrivare è tutta per gli alpini e riporta le parole che il sindaco della città, alpino anche lui, ha indirizzato ai commilitoni nella cerimonia ufficiale: «Siete la gente vera di cui l’Italia ha bisogno».
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
mike su La neve in montagna continua a sciogliersi. Contro la siccità si aspetta la pioggia
Felice su La festa "techno" nei boschi di Lonate Ceppino causa proteste
Rolo su Pullman in sosta con i motori accesi, la segnalazione e la risposta di Autolinee Varesine
lenny54 su "C'è del dolo nelle modifiche al Superbonus"
Felice su Architetti, geometri, ingegneri e costruttori all'unisono: "Da Super Bonus a Super Malus"
Felice su Dentro la loggia del Battistero di San Giovanni a Varese restituita alla città









Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.