Patentino per il motorino: occorre anche la prova pratica
Molti i docenti intervenuti alla presentazione della sesta edizione di "Ruote sicure" , manifestazione che si svolgerà in sette piazze della provincia. Dubbi circa le novità introdotte dal Ministero
Maggio, mese della sicurezza sulla strada. Torna con sette tappe in provincia la manifestazione "Ruote sicuire" organizzata da Provincia, Ufficio scolastico territoriale, Unasca e associazione La Strada per avvicinare i ragazzi al mondo delle due ruote in modo responsabile.
La manifestazione, giunta alla sesta edizione, si svolgerà
il 5 Maggio- Gallarate nell’area mercato di via De Magri;
il 10 Maggio- Busto Arsizio in piazzale Bersaglieri;
il 12 Maggio- Varese nella suggestiva piazza Repubblica;
il 20 Maggio- Somma Lombardo nel campo sportivo di via Marconi;
il 23 Maggio- Luino in piazzale SVIT lungo lago di Luino;
il 24 Maggio- Tradate in piazza Libertà e Indipendenza dei Popoli;
il 26 Maggio – Saronno presso l’area mercato di via Pagani
Saranno coinvolti gli studenti degli istituti superiori e i ragazzini all’ultimo anno delle medie, tutti interessati dal percorso per ottenere il “Certificato di idoneità alla Guida del ciclomotore”.
Una tappa obbligata per chi vuole saltare in sella al motorino e che, da quest’anno, è diventata complessa per l’importante innovazione introdotta dal Ministero. I ragazzi, infatti, oltre a seguire il corso teorico di 13 ore ( da quest’anno aumentano le lezioni) devono sostenere un esame pratico sotto l’occhio attento degli esaminatori della Motorizzazione civile.
Ed è stata proprio questa innovazione ad aver richiamato questa mattina a Villa Recalcati numerosi docenti, impegnati nei progetti scolastici di istruzione teorica del patentino. Numerose le richieste di chiarimento che i professori hanno rivolto al dottor Di Mauro della Motorizzazione civile dato che, attualmente, esiste solo una circolare del Ministero che introduce la materia senza dare le spiegazioni dettagliate sullo svolgimento.
Allo stato degli atti, i ragazzi ottengono, alla fine del percorso teorico, un attestato che presentano alla Motorizzazione abbinando la richiesta per sostenere la prova pratica ( una in ambiente chiuso e uno per strada) . A questo punto ottengono un "foglio rosa" ( della durata semetrale e rinnovabile due volte) con cui possono circolare sotto la supervisione di un “tutor”. Ed è proprio sulla definizione di chi sia il tutor si è aperto il dibattito: genitori o istruttori di scuola guida? «In questo momento – ha spiegato Alberto Belletti, dell’associazione delle scuole guida Uniasca – non siamo attrezzati per far fronte a questa richiesta». In attesa di chiarimenti, si avanza ipotesi, come quella di ragazzi che possano affrontare l’esame “da privatista”.
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