Un centro della tosse alla clinica Santa Chiara
Dal prossimo anno, sarà essere inaugurato un centro multidisciplinare all'ospedale universitario Careggi che affronti una patologia che affligge il 20% della popolazione
La clinica Santa Chiara di Locarno, protagonista da ben 75 anni della scena sanitaria ticinese, sta progettando l’apertura di un “Centro della tosse”. Una iniziativa ancora in fase di elaborazione, che diventerà realtà a partire dai primi mesi del 2011.
Sarà un centro inter e multidisciplinare, interno all’istituto medico, che verrà sviluppato in collaborazione con l’Università di Firenze, prendendo a modello proprio il Centro della tosse dell’ospedale universitario “Careggi”. I vertici della struttura sanitaria locarnese stanno approntando in questi giorni insieme al fiorentino prof. Giovanni Fontana (un pioniere ed un’autorità in questo campo e creatore in Italia di numerosi altri centri analoghi) gli ultimi dettagli di questo progetto inedito per il Ticino. Un progetto per offrire una risposta innovativa ed adeguata ad un problema della tosse cronica, che affligge circa il 20 per cento della popolazione.
Contrariamente a quanto si possa pensare, la tosse cronica (quella che si protrae oltre le otto settimane) è una patologia complessa, causata da problemi polmonari, gastrici, cardiaci, nonché da affezioni dell’apparato orecchio-naso-gola. Solo in una minoranza dei casi la tosse cronica ha un’origine polmonare. Per questo motivo, per ottenere una diagnosi certa occorre spesso coinvolgere nell’esame del caso medici specialisti di diverse discipline.
In quest’ottica, anche il Centro della tosse della clinica Santa Chiara, come già avviene nei centri italiani, si avvarrà della collaborazione di un pool di specialisti, peraltro già tutti accreditati al nosocomio, che lavoreranno insieme per individuare e quindi curare ogni forma di tosse cronica.
Coordinati dal direttore sanitario della clinica Adrian Sury, saranno operativi al futuro Centro lo pneumologo Peter Matthias, l’otorinolaringoiatra Daniela Soldati, il gastroenterologo Marco Uehlinger e i cardiologi Fabio Sartori e Rames Mayer.
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