Lattuada: “Se il problema sono io…”

Il consigliere comunale del PdL: "Sono l'unico che ha conosciuto Giovanni Blini, e ne ho raccolto l'eredità. Il divieto di accedere agli stadi? Ho fatto ricorso, me lo toglieranno"

Un nome, un problema politico. Francesco Lattuada, per tutti Checco, sembra, a quanto riferito dal sindaco stamane alla stampa locale, l’ultimo "inciampo" sulla strada della Fondazione Blini, di cui è consigliere d’amministrazione. A chiederne metaforicamente la testa, riferiva il sindaco, due colleghi di area centrosinistra del CdA, Bolis e Mariani.
Lattuada da un lato afferma che se la situazione lo esigesse, potrebbe farsi da parte, dall’altro elenca le ragioni per non farlo. «Sono l’unico nel CdA che conosceva Giovanni Blini, e ne ho raccolto l’eredità politica in Comunità Giovanile».
Il punto è: il problema è quanto Lattuada ha/avrebbe fatto, o quello che é? A suo "carico" ci sono innanzitutto alcuni fatti di cronaca in cui fu coinvolto. «Per l’indagine del 2007», quella sul neonazismo varesino, «tutto quello che me ne è venuto alla fine è stata una perquisizione domiciliare, ma null’altro. Non c’è un rinvio a giudizio». E le indagini successive fecero emergere un quadro dal quale Lattuada usciva più che altro come danneggiato, per l’incendio del locale di Buguggiate di cui dovette poi cedere la gestione.
C’è poi la vicenda del Daspo inflitto a Lattuada dopo la partita di campionato della Pro Patria, di cui è tifoso da sempre, con il Ravenna. Il PD chiese già allora (settembre 2009) l’estromissione di Lattuada dal CdA della Fondazione Blini.
Lattuada replica tranquillo: «Per il Daspo ho fatto ricorso in cassazione, e il 22 gennaio scorso il procuratore generale ha dato disposizione alla corte suprema di annullare il dispositivo per difetto di difesa». «Non capisco» prosegue il consigliere del PdL «Siamo in una provincia dove ci sono presidenti di municipalizzate che hanno procedimenti penali in corso… Se la questione è invece puramente politica, non vedo perchè dimettermi».

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Pubblicato il 15 Maggio 2010
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