Oreste Albertini, interprete della natura e della luce

In mostra a Villa San Martino le opere del pittore che visse e dipinse tra Besano e Viconago

Oreste Alertini, pittoreOreste Albertini – cui il Comune di Barasso dedica una bella mostra – nasce a Torre del Mangano in provincia di Pavia il 28 marzo 1887.
Fin da bambino dimostra una spiccata attitudine alla pittura: muove i primi passi nel campo dell’arte frequentando la Scuola Civica Pavese che abbandona all’età di tredici anni per seguire, in qualità di aiutante, l’artista Cesare Maroni con il quale affresca la Chiesa di Besano a Varese. Nel 1910 riprende gli studi iscrivendosi alle lezioni serali della Scuola di Decorazione Professionale dell’Umanitaria e dell’Accademia di Brera, pagandosi i corsi di pittura e alternando la decorazione di ville al lavoro in fabbrica in qualità di meccanico tornitore, soprattutto nel periodo antecedente e successivo la prima guerra mondiale.

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Dal 1921, dopo essersi sposato con Rosa, dalla quale avrà due figli Lori nel 1922 e Alberto nel 1927, che l’Artista ama ritrarre nei suoi dipinti, prende dimora fissa a Besano e decide di dedicarsi unicamente alla pittura sempre incoraggiato dalla moglie.
Qui, luogo a lui particolarmente caro fin dalla giovinezza, trascorrerà tutta la sua vita ad eccezione di un lungo periodo dal 1925 circa al 1932, che passerà a Viconago.

L’esigenza di provvedere al mantenimento della famiglia lo porta ad incontrare il mercante d’arte
Giuseppe Zecchini che svolge la sua attività in un negozio nella Loggia dei Mercanti a Milano e che curerà la vendita delle sue opere per una decina d’anni circa. Successivamente Albertini sceglie di occuparsi personalmente del mercato dei suoi quadri, soprattutto in seguito al trasferimento del suo studio a Milano, prima in via Procaccini, poi in via Cantoni e partecipa per diversi anni alle esposizioni della Permanente e a diverse mostre personali e collettive. E’ solito abbandonare la grande città nei periodi estivi, durante i quali si dedica alla pittura en plein air a Besano, sulla Grigna, sulle Dolomiti e a Macugnaga; è da annoverarsi anche il breve periodo trascorso ad Assisi nel 1937.

Pacifista, antifascista e antinterventista, non desiderando collaborare né con il regime né con gli artisti ad esso legati come quelli del Gruppo Novecento, lega il suo modo di dipingere, soprattutto all’inizio della sua produzione, ai maestri che sente più vicini alla sua sensibilità come Previati, Pelizza da Volpedo, Grubicy, Segantini, Fornara e il Divisionismo in genere, attingendo alla loro tecnica, evidente soprattutto nelle rappresentazioni realistiche che sono accompagnate da profonda umanità, sensibilità e una vena poetica che si esprimono attraverso la luminosità e la morbidezza della pennellata.

E’ tuttavia l’Artista stesso a rifiutare la definizione che gli viene attribuita di divisionista, considerandolo un equivoco da correggere: egli si considera tramite con la natura, traduce in pittura quello che lei gli suggerisce utilizzando gli stessi accostamenti di colori senza alcuna scomposizione di matrice divisionista.

Rimarrà sempre fedele al suo modo personale e misurato di dipingere i sentimenti e le atmosfere che il «vero» ispira, non mostrandosi interessato a sperimentare altri linguaggi neppure dopo la seconda guerra mondiale, nonostante la possibilità di nuovi contatti.

Continua a dipingere con grande poesia fino alla morte, avvenuta il 7 luglio 1953 a Besano, dove
l’artista è oggi sepolto.

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La mostra delle opere di Oreste Albertini – a Villa San Martino, in via Bolchini 24 a Barasso 
– sarà inaugurata venerdì 26 marzo alle 17,30 (vernissage su invito) e sarà aperta al pubblico da sabato 27 marzo a domenica 18 aprile.
Potrà essere visitata  tutti i giorni dal lunedì al venerdì  dalle 15.00 alle 19.00, mentre sabato e festivi dalle 10 alle 19 con orario continuato. Il giorno di Pasqua la mostra sarà aperta dalle 15 alle 19.

Ingresso gratuito

Per informazioni: tel. 0332 743 386 – fax 0332 730 922 mail: info@comune.barasso.va.it

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Pubblicato il 24 Marzo 2010
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