“Un dono atteso e inaspettato”
Della vicenda di don Marco d'Elia si era già occupata la rivista della parrocchia San Michele
La vicenda di don Marco d’Elia era già nota tra i fedeli di San Michele, anche se non era giunta all’attenzione della stampa a vasta circolazione. Se ne era parlato nell’estate di quest’anno su "Vita di comunità", giornale della parrocchia San Michele. Un articolo a firma di Marco Noli che ben documenta già dal titolo – "Dono inatteso e inaspettato" – il mix di commozione, rimpianti per il passato e genuina sorpresa per questo gesto unilaterale della Curia ambrosiana da parte dei seguaci ed amici, gli ex giovani della Comunità di Base, di fronte alla completa riammissione in servizio del "loro" don Marco. Un gesto che va letto anche nell’ambito dell’Anno Sacerdotale: anno che va da metà 2009 a metà 2010, specificamente dedicato alla figura del prete.
La questione è e resta comunque delicata: da un lato è pubblica e nota tra i fedeli, dall’altro coinvolge una persona che ha molto sofferto per la sospensione a divinis in questi decenni ma è rimasta fedele all’originaria vocazione, mantenuta a dispetto di tutto. Ci sono antiche ferite su cui proprio non è il caso di versare sale. Perchè se gli anni Settanta sono stati un momento chiave per la Chiesa cattolica impegnata nel travaglio interiore di assorbire le più avanzate scelte conciliari, rispetto a letture di tipo ideologico deve comunque prevalere il rispetto delle scelte individuali, dei caratteri, delle persone.
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