“L’accordo Costruttivo” tra Israele e Palestina
Una proposta di pace per il medioriente
Questo “l’Accordo Costruttivo” per il processo di pace del conflitto Israelo-Palestinese proposto dal consigliere comunale Flavio Ibba che si recherà a Gaza alla marcia internazionale.
1) Il governo israeliano riconosce il governo palestinese come legittimo rappresentante del popolo palestinese, mentre l’autorità palestinese di governo, rappresentata da un consiglio eletto dal popolo palestinese della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, riconosce il diritto ad esistere dello stato di Israele e rinuncia al terrorismo, alla violenza e al desiderio della distruzione di Israele (riscrizione delle lettere di mutuo riconoscimento già allegate agli accordi di Oslo)
2) La giurisdizione del Consiglio palestinese copre la singola unità territoriale composta dalla Cisgiordania e la Striscia di Gaza che ha l’autorità in materia di educazione e cultura, turismo, salute, assistenza sociale, tassazione diretta e sicurezza interna tramite la Polizia di Stato che avrà il compito di tutelare tutte le etnie presenti nel territorio e in particolare presterà attenzione a salvaguardare e a garantire sicurezza ai coloni presenti in Palestina. Il corpo di Polizia sarà accompagnato da una presenza estera dove vi è la necessità (Striscia di Gaza e Colonie) nella sua fase di insediamento.
3) Per facilitare lo sviluppo di un’economia sostenibile in Palestina si autorizza la costruzione di un porto (a Gaza) e di un aeroporto, lasciando liberi gli accessi agli spazi aerei e marittimi dei territori palestinesi. Forze internazionali controllano entrambi gli scali così come la determinazione e quantificazione del passaggio di merci e di persone.
I passaggi terrestri di merci e persone vengono concordati tra l’autorità Palestinese e gli stati confinanti con la supervisione della comunità internazionale.
4) I due lembi di terra, West Bank e la striscia di Gaza, distanti pochi km (circa 40 km ), e che costituiscono la Palestina devono essere collegati da una strada qualificata a tale scopo.
5) Si ai checkpoints, ma solo ai confini. I chekcpoints e le restanti forme di restrizione degli spostamenti fatti in territorio palestinese devono essere eliminati. L’attuazione di tale obiettivo avviene in modo graduale facendo passare il controllo dei Chekpoint in territorio palestinese alle forze internazionali che gradualmente si attiveranno per lo smantellamento degli stessi.
6) Gli Israeliani possono costruire il muro ai confini tra Israele e i territori Palestinesi. La linea di riferimento di confine è la Green Line del 1949 che misura 320 km . Questi sono i km di muro che Israele può costruire e non i 720 preventivati ( 460 km già costruiti) nel progetto. Israele deve rivedere il tracciato del muro e abbattere le parti costruite in eccedenza.
7) Che Israele rispetti il congelamento delle attività di colonizzazione in Palestina come dichiarato ad Annapolis 2007, visto che esse sono state riconosciute illegali dal diritto internazionale (ris. ONU n. 446 del 1979).
8) Che i Palestinesi e i Coloni si impegnino a convivere in armonia in Palestina e che entrambi rispettino etnie, costumi e religione differenti.
Le forze di polizia all’interno del territorio palestinese devono tutelare tutti gli individui, indipendentemente dall’etnia o dalla religione ed applicare una giurisdizione uguale per gli abitanti della Palestina.
9) Che Israele interrompa l’ espropriazione dei terreni e le demolizioni di case e attività in territorio palestinese come indicato dalla Quarta Convenzione di Ginevra la quale afferma che “alle forze di occupazione e’ assolutamente proibito distruggere le proprietà”.
10) Che Gerusalemme Est e la città vecchia siano accessibili a tutti i Palestinesi.
11) Il piano regolatore della città di Gerusalemme e quello dei territori Palestinesi sia composto da normative uguali per tutti i cittadini indipendentemente dall’etnia e dalla religione.
12) Che tutte le strade in Palestina siano percorribili dai palestinesi.
13) Le risorse idriche del territorio palestinese prelevate da Israele devono essere ripartite equamente tra i due Paesi e avere le stesse tariffe per entrambe le Popolazioni
14) Israele deve risarcire o far ritornare nella propria terra, come previsto dal diritto internazionale, i 4.618.000 Palestinesi rifugiati in seguito al conflitto (ris. ONU n.144 del 1949)
15) Il lembo di terra Palestinese confinante col Giordano e il Mar Morto, definita area militare Israeliana (area c Accordo Oslo) deve essere di accesso a entrambe le popolazioni così come l’avvio delle attività commerciali.
16) Che i detenuti di questo conflitto abbiano un giusto processo e che gli ostaggi siano liberati.
in particolare:
– che i detenuti amministrativi possano appellarsi al diritto internazionale in caso di proroga o di eventuale nuovo fermo amministrativo.
– che i minori siano processati da un apposito tribunale, così come la loro detenzione sia in carceri adibiti che ne faciliti il loro reintegro nella società
ALLEGATI:
1. Istituzione di Comitati di Cooperazione
– congiunto israelo-palestinese per:
a) il coordinamento e la cooperazione, per fini di mutua sicurezza
b) per la cooperazione economica nel campo dell’acqua,elettricità,energia, finanza,trasporti e delle comunicazioni,commercio,telecomunicazioni, industria e ambientale
c) per la stesura e attuazione di un programma di sviluppo per la regione
– congiunto israelo-palestinese-ONU per monitorare l’attuazione dell’accordo
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