Rifiuti in via Filzi, il Comune è latitante

Il circolo cittadino di Legambiente critica l’amministrazione comunale per i rifiuti abbandonati nella via cittadina

Il circolo cittadino di Legambiente critica l’amministrazione comunale per i rifiuti abbandonati nella via cittadina
 
A Gallarate, alle spalle del cimitero di Arnate, una via pubblica (la Via Fabio Filzi) nel tratto terminale verso il cavalcavia della S.S. 336 è impercorribile, anche fisicamente per la presenza di rifiuti solidi abbandonati da mesi (e che vengono abbandonati in continuazione poiché appare agli occhi di tutti una discarica di fatto – ancorchè non autorizzata né autorizzabile).
Il fatto è grave, poiché oltre all’interruzione di una strada pubblica (ancorchè di campagna) sussiste un evidente danno all’ambiente ed un pericolo per la salute pubblica.
Il fatto sconcertante è che il comune di Gallarate non abbia saputo né risolvere, né affrontare il problema.
I cittadini interessati hanno allora scritto al Prefetto di Varese, che a quanto pare, ha sollecitato l’Amministrazione comunale, senza peraltro aver ottenuto dei risultati.
I cittadini si sono rivolti anche a Legambiente, che in occasione dell’iniziativa di “Puliamo il Mondo” il 26 settembre u.s. ha organizzato una pulizia della Via Filzi, tramite volontari, con il supporto di AMSC che ha fornito mezzi e personale per smaltire i rifiuti raccolti dai volontari (più di 30 tra cui circa 10 ragazzi).
Nonostante il volume dei rifiuti raccolti non potevano certo i volontari eliminare una discarica a cielo aperto. L’intesa era che il giorno successivo AMSC (per conto del comune) avrebbe completato l’opera definitivamente.
Sono passati più di 15 giorni e tutto è rimasto come il 26 settembre. Anzi, nonostante la sorveglianza dei cittadini proseguono i tentativi di riportare altri rifiuti in quella che evidentemente è ritenuta una pubblica discarica.
Vi è da aggiungere che il comune non ha neppure pensato a bloccare l’accesso, né a vigilare (direttamente o con telecamere la zona).
L’Assessore (competente ?) contattato da una delegazione di cittadini, non ha trovato di meglio che rispondere che non si tratta di una pubblica via e che al più, se i cittadini volontari avessero prestato ancora la loro opera di raccolta, si sarebbe adoperato per far garantire lo smaltimento tramite AMSC!
Potremmo lasciarci trascinare da facili polemiche. Ma non è questo che ci interessa.
A)        Ci preme solo ribadire che tocca al comune (come peraltro ha sollecitato il Prefetto) l’onere dell’intervento
B)        Non basterà pulire se poi non si pensa a reprimere o prevenire l’abbandono dei rifiuti.
 
Pertanto, oltre all’ipotesi di installare delle telecamere e impedire e/o controllare l’accesso alla via Filzi, crediamo che una soluzione intelligente e risolutoria possa essere quella di ricreare le condizioni di transitabilità della via, sistemando il fondo stradale e favorendo così il transito e la presenza delle persone (ciò che consentirebbe un migliore controllo).
Del resto la Via Filzi, se non un’arteria stradale necessaria al traffico auto veicolare, potrebbe essere benissimo utilizzata come percorso ciclo-pedonale (anche per l’attraversamento in sicurezza della S.S. 336) verso l’ultimo scampolo di brughiera e di boschi che è rimasto fra Gallarate e Busto e che secondo la famosa variante dovrebbe essere il Parco Sud di Gallarate.
E’ una proposta troppo bella.
A noi pare in fondo una cosa non affatto complicata, per non dire semplice.
 
Legambiente Circolo "E. Ferrario"

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Pubblicato il 10 Ottobre 2009
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