L’Insubria passa l’esame di Repubblica
Giurisprudenza al nono posto tra le facoltà di tutta italia, Economia al dodicesimo, nella Grande Guida Università 2009-2010 di Repubblica - Censis. Più critico, invece, il Sole 24 Ore
Censis e Repubblica la promuovono con buoni voti, il Sole 24 Ore invece è più critico. Per l’Università degli studi dell’Insubria, come per gli altri atenei italiani, è tempo di voti e classifiche. Ecco quindi che nelle pagine della Grande Guida Università 2009-2010 di Repubblica – Censis l’ateneo di Renzo Dionigi si piazza al settimo posto, tra i piccoli atenei, per i servizi offerti agli studenti. Questo giudizio è dato dalla media di giudizi diversi: sulle strutture ad esempio, le borse di studio e il web.Nel dettaglio delle facoltà spicca giurisprudenza che si posiziona al nono posto con un balzo in avanti di otto posizioni. Bene anche per economia che nella classifica dominata da Padova e Trento si piazza dodicesima guadagnando una posizione rispetto al 2008. Tre passi indietro invece per scienze che da sedicesima diventa diciannovesima in una graduatoria che vede in testa le università di Padova e Pavia. Non pervenuta per "indicatori incompleti" è invece la valutazione della facoltà di medicina.
«In poco più di 10 anni – si legge nella presentazione dell’Università – è riuscita a conquistarsi il ruolo di realtà di riferimento per le industrie locali. L’ateneo è stato uno dei primi a sperimentare un sistema organizzativo a rete, radicandosi efficacemente sul territorio. Le piccole dimensioni dell’ateneo favoriscono un buon rapporto numerico tra studenti e docenti. Ciò si traduce in un contesto didattico e di ricerca i cui risultati sono ad oggi ottimi. Tra i più importanti la riduzione del numero di abbandoni, degli studenti fuori corso e dei cambi di facoltà».
È peggiore rispetto allo scorso anno invece è il risultato dato dalla classifica del Sole 24 Ore. La graduatoria che mette al primo posto il Politecnico di Milano fa retrocedere di alcune posizioni l’ateneo di Varese e Como. L’Insubria si piazza dunque al 29esimo posto penalizzata soprattutto dalla maggiore difficoltà per i suoi laureati a trovare lavoro. Secondo questa classifica infatti il 30 per cento degli studenti laureati nel 2004 dopo tre anni non risulta ancora occupato. Tra i buoni posizionamenti c’è un decimo posto nella classifica sulla qualità dei docenti e un nono posto sulla percentuale dei laureati in corso.
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