Per uscire dallo stato di minorità
3 Gennaio 2007
Caro direttore,
Giuliano Giamberini in una sua lettera del 20 Dicembre, con tutta probabilità a corto di argomentazioni rispetto al mio intervento del 18 dicembre ” Aleatorio e mistificante l’anti-mondialismo della Lega”, propone di fare ostruzionismo rispetto all’utilizzo nel mio ragionamento di una serie di sostantivi che risulterebbero non di suo gradimento.
Bene, il Giamberini è libero di non opinare, ma essendo cresciuto nella metà degli anni ’60 seguendo la trasmissione di A. Manzi ” Non è mai troppo tardi”, mi permetto un suggerimento alle nuove generazioni bombardate da una programmazione televisiva di infima qualità ( se si eccettuano le trasmissioni di P.Angela, F.Fazio e pochi altri), derivante da quell’esperienza altamente formativa ed educativa.
Formarsi un’opinione e una coscienza critica nell’epoca della manipolazione organizzata non è certo un’impresa facile, ma se si vuole uscire da quello ” stato di minorità” ( Kant) in cui il potere imperialista vorrebbe confinare intere masse di dominati, studiare e armarsi di un buon vocabolario della lingua italiana è solo il primo passo per sviluppare una certa autonomia intellettuale.
Inoltre, già che ci sono, quanto sta avvenendo nel Comune di Opera, per via dell’azione provocatoria e intimidatoria di un gruppo ben organizzato di persone razziste, credo basti e avanzi per suscitare l’indignazione di chi è dotato di un minimo di coscienza civile e democratica.
Cordiali saluti



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