Politica e criminalità
4 Dicembre 2006
Gentile direttore, perché
non dare un po’ di rilievo anche alla questione dell’indulto?
Potreste
anche lanciare un sondaggio: “E’ giusto concedere l’indulto ad assassini e corrotti, come deciso da parlamentari di tutte le forze politiche ad eccezione di quelli della Lega Nord?”
A margine del sondaggio si potrebbe anche inserire il seguente breve riassunto sulla questione:
• In data 27 luglio la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge sull’indulto; nel dettaglio il provvedimento riguarda tutti i reati commessi fino a tutto il 2 maggio 2006, nella misura non superiore a tre anni per le pene detentive e non superiore a 10.000
euro per quelle pecuniarie, ad eccezione di una serie di reati (in materia di terrorismo, sovversione, associazione mafiosa, pornografia, prostituzione, violenza sessuale, pedofilia, ecc.): il provvedimento è invece valido anche per i reati di omicidio, nonché i reati finanziari
e contro la pubblica amministrazione come corruzione e concussione. Il voto alla Camera ha registrato 460 favorevoli, 94 contrari e 18 astenuti. L’unico gruppo politico che ha votato compatto contro l’indulto è stata la Lega Nord; contro anche AN (anche se Gianni Alemanno
si è astenuto), l’Italia dei Valori (anche se Federica Rossi Gasparrini ha votato a favore, in dissenso dal suo gruppo). Il Pdci si è astenuto.
Tutti gli altri gruppi di maggioranza e opposizione (DS, Margherita, Rifondazione Comunista, Forza Italia, UDC, UDEUR, ecc.) si sono espressi a favore;
• in data 30 luglio anche il Senato ha approvato l’indulto con 245 favorevoli, 56 contrari e 6 astenuti. I due terzi dell’assemblea previsti dalla Costituzione per l’approvazione, 216 voti, sono stati garantiti dal sì compatto di Forza Italia, dell’Udc e
dell’Unione. Anche in questo caso l’unico gruppo politico che ha votato compatto contro l’indulto è stata la Lega Nord; hanno votato contro anche una parte dei senatori di AN, nonché il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, autosospesosi per protesta, nonché i senatori dell’Ulivo Valerio Zanone e Domenico Fisichella in dissenso rispetto al proprio gruppo;
• in data 1 agosto 2006 la legge, firmata
dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, controfirmata dal Presidente del Consiglio Romano Prodi e con il visto del Guardasigilli, Clemente Mastella, è entrata definitivamente in vigore;
• Gli organi di informazione hanno evidenziato le reazioni dei detenuti nelle varie
carceri a seguito dell’approvazione definitiva dell’indulto; citiamo una breve cronaca pubblicata da un importante quotidiano nazionale: “feste e cori dei detenuti nelle carceri italiane: applausi, grida di
gioia e slogan, con in sottofondo il classico tintinnio metallico delle marmitte battute contro le porte delle celle: così, a Torino, la notizia dell’ approvazione dell’ indulto è stata accolta fra i detenuti del carcere delle Vallette. Stessa scena a Napoli e a Regina Coeli, con
urla e grida, secondo i testimoni, paragonabili solo alla vittoria ai mondiali di calcio. Controcorrente San Vittore a Milano dove la notizia è stata accolta bene, ma senza particolari manifestazioni di entusiasmo. È stata accolta con soddisfazione, è stato spiegato dai responsabili della casa circondariale di piazza Filangieri , ma non ci
sono state urla di giubilo o altre manifestazioni particolari”;
• Nei primi giorni di agosto gli organi di stampa hanno dato ampio risalto ai svariati casi di violenza e reiterazione dei reati da parte di detenuti
scarcerati a seguito del provvedimento di indulto; ne citiamo alcuni a titolo esemplificativo: sono diversi i casi segnalati finora. Il più clamoroso è quello di un cinquantaquattrenne che uscito martedì dal carcere di Udine, dove stava scontando una condanna permaltrattamenti
a ex moglie e figli, è stato arrestato poche ore dopo la liberazione per tentato omicidio della ex consorte (ora ricoverata nell’ospedale di San Daniele)
un altro detenuto, scarcerato in mattinata ad Anzio, originario della Campania, si è precipitato a minacciare la madre della ex convivente che però è riuscita a chiamare i carabinieri; prima di
essere arrestato, l’uomo si è letteralmente scagliato contro i carabinieri, ferendone uno con una testata. I militari lo hanno immobilizzato e arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
i primi due detenuti liberati e ritornati subito in gattabuia sono due sardi che, usciti martedì pomeriggio dal carcere di Macomer, per festeggiare hanno esagerato con l’alcol e in tarda serata sono tornati dietro le sbarre per oltraggio al pubblico ufficiale
avendo reagito con pugni e calci contro gli agenti che li avevano fermati per un normale controllo.
a Genova un detenuto di Taranto,
uscito dal carcere di Marassi, dove era finito per una serie di furti, è stato arrestato nel cuore della notte, ancora per tentato furto, dopo aver sfondato la vetrina di una pizzeria.
il giorno dopo la sua scarcerazione dal carcere di Modena, una torinese di 33 anni è stata
sorpresa a rubare e poi arrestata da una volante della polizia di Bologna;
• Gli stessi organi di informazione hanno dato ampio risalto a svariati casi di “noti” beneficiari dell’indulto, provocando lo sdegno e la riprovazione di gran parte dell’opinione pubblica oltre che dei famigliari delle parti lese e delle vittime. Ne citiamo alcuni:
Luigi Chiatti (meglio conosciuto come il “mostro di Foligno”), il geometra umbro che 15 anni fa uccise barbaramente Simone Allegretti di 4 anni e
Lorenzo Paolucci di 13, grazie all’indulto ha ottenuto dai giudici uno sconto di pena, da 30 a 27 anni;
Erika De Nardo uscirà nel 2013
anziché nel 2016; la ragazza all’età di 17 anni avevasconvolto l’Italia per l’assassinio di Novi Ligure, il 12 febbraio 2001; insieme all’allora fidanzato Omar, aveva ucciso la madre con più di cento coltellate e poi il fratellino che la scongiurava di non fargli del male;
Pietro Maso lascerà il carcere nel 2015 anziché nel 2018; anch’egli è noto alle cronache per aver ucciso i genitori a sangue freddo mentre dormivano nel letto della loro villa per “essere più libero e poter gestire il patrimonio di famiglia”;
Il mago di Vanna Marchi (Mario Pachecho Do Nascimento), vede la sua condanna ridotta da 4 anni
ad un anno! Do Nascimento tra l’altro è latitante dal 2001, anche se la troupe televisiva di Striscia la Notizia ha dimostrato con quale disarmante facilità sia stato possibile rintracciarlo in Brasile!
Dario Marchionne, di Nocciano (Pescara) è tornato in libertà, ottenendo uno sconto sulla pena di tre anni; Marchionne, che all’epoca dei fatti, nel 1995, aveva 23 anni, era stato condannato con sentenza definitiva a
14 anni di reclusione per aver ucciso la figlia, neonata, con la complicità della compagna, la madre della vittima. Gabriella Cerrati, poi divenuta sua moglie, era un’operaia 19enne quando la coppia decise di occultare il corpo del neonato frutto della loro relazione;
Cesare Previti, vedrà la sua pena terminare nel 2009, anziché nel 2012; l’ex parlamentare di Forza Italia era stato condannato a 6 anni e all’interdizione a vita dai pubblici uffici per aver tentato di corrompere un giudice.
• in data 16 novembre 2006 il DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) ha precisato che “il numero complessivo delle persone scarcerate per l’indulto è pari a 17.449 unità” contro le 12.756 previste al momento dell’approvazione dell’indulto (+37%)”; in
pratica il Parlamento ha votato l’indulto sulla base di valutazioni completamente errate sulle conseguenze dello stesso, pervenendo alla scarcerazione di quasi un terzo dei detenuti nelle carceri italiane.



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