Sulla natura del consenso a Varese e provincia
4 Novembre 2006
In relazione a quanto afferma il signor Giamberini nella sua lettera del 2 novembre, vorrei precisare che non è in discussione il fatto che la Lega amministri questa città e questa provincia con il consenso (ultimamente un po’ claudicante) della maggioranza degli elettori. Il punto è la natura di questo consenso : un consenso che trae origine da una subcultura reazionaria e bigotta molto radicata nel nostro territorio ed il cui collante sembrano essere meri interessi “di bottega” .Ciò si traduce , sul piano pratico, in una difficoltà dell’amministrazione a rappresentare tutti i cittadini e nella conseguente inerzia in numerosi settori . Si ha l’impressione che manchino competenza e progettualità : in più di tredici anni qualche problema, da quello viabilistico e dello smaltimento rifiuti a quello delle politiche sociali, avrebbe potuto trovare soluzione.Per non menzionare poi, la retorica decennale della “vocazione turistica” di Varese!
Nei fatti, l’ attenzione al territorio sembra non aver costituito una priorità per la Lega, nemmeno negli anni in cui essa ha fatto parte della compagine governativa. In quanto all’opposizione ,a livello locale, credo che essa non sia stata incisiva, abdicando, sovente, al proprio ruolo in favore di incomprensibili mediazioni.
Il risultato di tutto ciò è una città sempre più “padana” e sempre meno civile e vivibile, a dispetto delle bellezze paesaggistiche del suo territorio.
Cordiali saluti.



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