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La Padania che non funziona

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16 Ottobre 2006

Qualche sera fa ho potuto ammirare un servizio del duo di Striscia la Notizia, Fabio e Mingo, che parlava di una stazione Ferroviaria costruita in Puglia (vicino a Bari) che è tuttora non utilizzata e che inoltre ha la caratteristica di trovarsi ubicata in aperta campagna a circa 2-3 chilometri dal primo centro abitato.
Non conoscendo a fondo l’iter che ha previsto la costruzione di quella nuova stazione non mi permetto di entrare nel merito della questione.
Questo però mi serve per affrontare un caso tuttora aperto e che in questi giorni ”forse” (il condizionale è d’obbligo) ha trovato la data conclusiva del suo travagliato iter: mi riferisco alla Stazione di Lonate Pozzolo – Ferno delle Ferrovie-Nord Milano.
La stazione è stata inaugurata nel 1999 ed è tuttora inutilizzata e stando a quanto è apparso anche sul suo quotidiano dovrebbe essere utilizzata dai cittadini non prima della primavera dal 2009, ben dieci anni dopo.
La domanda, senza retorica e senza voler essere polemici, è scontata: come mai nella ricca e progredita Padania può succedere una cosa simile? Ci siamo abituati a vedere le cattedrali nel deserto solo nel centro sud, o meglio questo è il messaggio che si è voluto far passare negli ultimi decenni.
La stazione era legata (lo è ancora?) ad una serie di infrastrutture, definite importanti e strategiche, connesse con l’aeroporto di Malpensa 2000 che avrebbero dovuto portare benefici non solo ai cittadini ma anche alla forza produttiva della nostra provincia. Come mai, se erano tutte importanti e strategiche sono lì in attesa di essere realizzate, ferme, inutilizzate o addirittura ancora in fase di progettazione?
Nel nostro caso sicuramente mi si verrà a dire che fino a che non sarà fatto il raddoppio del binario non si potrà utilizzare la stazione, ma io credo che le motivazioni siano altre e siano soprattutto di carattere politico.
Innanzitutto dobbiamo segnalare come gli interventi e le infrastrutture che dovevano essere fatte approfittando del “sistema Malpensa” non sono state viste e progettate in un’ottica complessiva a fronte di una programmazione strategica complessiva del sistema lombardo, ma sono state realizzate seguendo l’ottica della massaia che va a fare la spesa, che sceglie le cose man mano che le si presentano davanti al suo naso senza che si accorga di avere già qualcosa di simile nel carrello.
È stato aperto l’aeroporto,poi ci si è resi conto che le strade che lo collegavano erano carenti, quindi via di corsa in fretta e furia, a progettare e realizzare tratti di nuove superstrade che finiscono sempre nei nostri paesi; ci si è resi conto che mancavano i collegamenti ferroviari (il treno inquina meno rispetto all’auto) e via a costruire stazione dove i treni non fermano e dove passa un treno decisamente fuori portata per il suo costo che inoltre viaggia per lo più vuoto.
Grazie a questo sistema di progettazione molto lungimirante, siamo riusciti ad aumentare il traffico sulle nostre strade cittadine ( le superstrade non ti collegano ancora alla rete autostradale), abbiamo di conseguenza aumentato l’inquinamento atmosferico (pm10 docet) senza ottenere quei vantaggi promessi per i cittadini e per le nostre imprese.
A chi dare la colpa di tutto questo? Solo a Roma ladrona????
Ritengo sia inutile dire la colpa è dello Stato perché non finanzia questo, non finanza quello!
In questi ultimi anni la nostra provincia cosi come la Regione sono stati governati dall’asse centro destra -Lega e comunque negli anni scorsi il governo era pure dello stesso colore con parecchi esponenti della nostra provincia .
Cosa hanno fatto questi signori in questi decenni? Come mai non sono riusciti a fare una decente programmazione strategica territoriale?
Forse la parola programmazione strategica di un territorio suona per certi versi strana, a molti persino nuova, poiché al suo interno racchiude il fatto nuovo e importante che bisogna sedersi attorno ad un tavolo con “tutti” gli attori in gioco e questo certe volte è un peso e non è più possibile calare le decisioni dall’alto se il territorio è presente al tavolo. Quello di calare le decisioni dall’alto è stato il vero “modus operandi” utilizzato in questi decenni e a distanza di anni ci si rende finalmente conto che non solo non ha portato vantaggi, ma ha creato solo disagi e problemi. Attraverso un vera programmazione strategica questo territorio sarebbe ora decisamente più vivibile per i cittadini, avrebbe offerto molti più servizi senza pesare sempre sull’ambiente da sempre sacrificato. Per certi versi se per alcuni esponenti della Lega Roma è troppo lontana, non possiamo certo dire che Milano sia più vicina perché comunque in questi anni Milano ha imposto e calato dall’alto le sue decisioni senza affrontare il discorso della programmazione strategica.
Programmare strategicamente significa inoltre stabilire le priorità delle opere e che tipo di “sviluppo compatibile” si vuole dare al sistema regione. Oggi abbiamo una situazione che ormai si trascina dietro anni di sofferenza e di non-programmazione, il nostro territorio è per certi versi è ancora vittima dello stesso “Modus operandi” che di certo non serve per migliorare il sistema, ma serve per avvelenarlo e per permettere hai furbi del quartierino di poter continuare a fare ciò che vogliono, in barba a qualsiasi normativa che va nell’ottica di offrire servizi e infrastrutture solo se necessarie e con il massimo rispetto per l’ambiente.
In questa ’ottica si deve rivedere la politica di sviluppo del sistema del trasporto lombardo legato a Malpensa attraverso la Vas che è un vero strumento di lavoro e di supporto se si vuole raggiungere lo sviluppo sostenibile.
La Vas è la Bibbia se si vuole raggiungere lo sviluppo sostenibile per tutti: Ecomonia-imprese, cittadini e ambiente; non utilizzando la Vas sicuramente si avrà solo lo sviluppo di alcune settori (economia-imprese) a scapito di altri (Ambiente) portando comunque a colpire tutti (cittadini) poiché i problemi e le conseguenze negative saranno di molto superiori hai vantaggi attesi.
Quello che ci si deve augurare tutti è che finalmente si utilizzino gli strumenti della programmazione strategica prima che sia troppo tardi, poiché il nostro territorio non può sopportare altre cementificazioni, altri insediamenti, altro sviluppo non-programmato, perchè andando avanti di questo passo il territorio naturale si ribella ed esplode e a quel punto ci sarà poco o nulla da fare.

Girardi Walter, Federazione dei Verdi Lonate Pozzolo

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