Siamo una sinistra seria
20 Febbraio 2006
Egregio direttore,
da giorni il signor Veronesi, della Lega nord per l’indipendenza della Padania, imperversa su Varesenews come un torrente in piena che ha rotto gli argini.
Per quanto mi compete non ho difficoltà a raccogliere il suo invito ad “analizzare i problemi con pragmaticità e non per partito preso o per scelta ideologica.”
Ho sempre considerato, infatti, il confronto leale e sincero il sale della democrazia.
Ciò premesso non posso che essere in totale disaccordo con lui su tutti e tre i punti che sono oggetto della sua lettera.
1. Non è vero che i PACS non interessino concretamente i cittadini. Basti pensare al fatto che in Italia le unioni eterosessuali di fatto sono ormai milioni e la legislazione attuale non garantisce loro diritti importanti come quelli previdenziali, fiscali, sull’eredità, sull’assistenza ospedaliera, i congedi lavorativi in caso di malattia del partner, la parità delle graduatorie occupazionali, la tutela in caso di separazione. Evidentemente la Lega, riducendo tutto alla questione delle unioni omosessuali, non interessa tutelare i sacrosanti diritti di persone, anche padane, che vivono stabilmente insieme.
2. Non è vero che la Sinistra abbia aperto indiscriminatamente le porte a un numero incalcolabile di extracomunitari. La Sinistra ha un’idea diversa rispetto alla destra su come regolamentare i flussi d’ingresso, simboleggiata dalla legge Turco- Napolitano. Pensiamo che non sia sufficiente reprimere ma anche integrare. E i fatti ci danno ragione visto l’innegabile fallimento della legge Bossi – Fini voluta dall’attuale governo di centrodestra. In che mondo vive il signor Veronesi? Non vede che gli sbarchi dei clandestini sulle coste italiane continuano indisturbati? Non si accorge che migliaia di persone continuano a vivere ai margini della società, spesso in baraccopoli, e quando lavorano lo fanno solo in nero, in condizioni di sicurezza precarie, in fabbriche e cantieri gestiti da padroni italiani senza scrupoli? Non sa che nel 2004, su 611.283 persone arrestate o denunciate, il 60% erano italiani, il 38% immigrati irregolari e nemmeno il 2% immigrati regolari? Evidentemente alla Lega va bene questa situazione e non è in grado di dare risposte che non siano quelle dell’ex ministro Calderoni o di Borghezio. Noi invece proponiamo eguali diritti ma anche eguali doveri. Tutti i crimini, compiuti da italiani o extracomunitari, devono essere perseguiti con la medesima e identica durezza, secondo le leggi dello Stato italiano. Nessuno deve avere il diritto di delinquere ma tutti sono eguali davanti alla legge.
3. Non è vero che la Sinistra sia contraria al federalismo. Il decentramento regionale è avvenuto negli anni Settanta soprattutto su impulso della Sinistra. Oggi siamo favorevoli a un federalismo solidale, capace di realizzare decentramento, semplificazione amministrativa e normativa, responsabilità e partecipazione dei cittadini; un federalismo in grado di salvaguardare il principio di uguaglianza dei diritti e degli standard delle prestazioni offerte ai cittadini su tutto il territorio nazionale; un federalismo che introduca meccanismi di federalismo fiscale fondati sul principio di responsabilità di ogni livello istituzionale. Siamo contrari alla cosiddetta “devolution” perché, essendo figlia delle pulsioni separatiste e secessioniste presenti nella Lega e delle opposte spinte neocentriste presenti nelle altre forze politiche di centrodestra, è un pasticcio che lacera il Paese contrapponendone i diversi territori col rischio, oltre tutto, di favorire una duplicazione degli apparati e delle spese.
La Sinistra riformista non accetta lezioni da chi ha creduto e continua a credere nell’indipendenza della Padania, nel dio Po, nel Parlamento di Mantova, nelle camicie verdi, nella moneta padana e poi siede “coerentemente” nei comodi palazzi di “Roma ladrona” percependo laute prebende. Vede signor Veronesi, sarà anche vero che i candidati della Lega alle prossime elezioni politiche sono tutti lombardi. Così è avvenuto anche in passato. Ma questa garanzia, pure importante, non è di per sé sufficiente. Non credo, infatti, che il nostro territorio abbia tratto grande giovamento dall’essere rappresentato negli ultimi tredici anni esclusivamente da parlamentari di centrodestra dal pedigree padano doc. Questo è il punto! Noi saremo anche originali ma crediamo che alla Lombardia e alla Provincia di Varese servano soprattutto candidati che, oltre ad essere lombardi, siano competenti e in grado di fare sistema per il bene di noi tutti.



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