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Non dimentichiamo i morti sul lavoro

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11 Gennaio 2006

L’altro giorno un muratore è caduto dall’impalcatura. Forse avrebbe anche voluto dire: “Vi mostro come muore un muratore”, ma non ha fatto in tempo, un attimo dopo era spiaccicato sull’asfalto.
E’ morto anche un camionista. Stava facendo le sue consegne quando un altro camionista, stanco per le troppe ore di lavoro ha sbandato ed hanno avuto uno scontro frontale. Il primo camionista è rimasto imprigionato nella cabina di guida. Diceva qualcosa, ma i finestrini erano chiusi e non si sentiva la sua voce, e quando i pompieri sono riusciti a tirarlo fuori dalle lamiere contorte era già morto.
E’ morto anche un operaio. Era sceso in una cisterna per pulirla. Lui non ha detto proprio niente. Rantolava, quando le esalazioni l’hanno ucciso.
Un contadino stava andando col trattore su per la collina, sul campo in alto, su quella stradina impervia e il trattore si è rovesciato schiacciandolo. Non c’era nessuno nei campi circostanti, nessuno saprà mai cosa ha detto, prima di morire.
Tutti i morti sul lavoro sono degli eroi, ma nessuno dedicherà loro una strada, per loro c’è solo un trafiletto nella cronaca locale.
Forse esistono davvero dei morti di serie A, B e C.
Ancora saluti

Ierina Dabalà

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