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“Il Complesso Fisarmonicisti Città di Varese non sparirà”

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23 Novembre 2005

Spett.le Redazione di VareseNews,
mi chiamo Chiara Luoni e sono il direttore del “Complesso Fisarmonicisti Città di Varese”.
Leggendo stamattina l’articolo da Voi pubblicato in merito al ns. prossimo concerto del 26/11, mi sono domandata se davvero si stesse parlando di noi o se non ci fosse un errore.
Eppure… la foto è giusta… il nome è quello…, la data del concerto pure…. Nessun errore, siamo proprio noi.
Eppure… c’è qualcosa di “stonato” nel messaggio che arriva a chi legge, a partire fin dal titolo, che tengo a precisare e rettificare.
L’autore ha posto in primissimo piano il problema del ricambio degli allievi che, se per certi versi è reale, non è così drammatico come invece traspare. Pare quasi che il prossimo sia l’ultimo concerto a chiusura definitiva di un’attività marginale andata avanti per inerzia!!
Quel che permea lo spirito dell’articolo è lo sconforto e la malinconia dell’amarcord, sentimento in cui non mi riconosco nè personalmente nè come direttore del Complesso.
E’ pur vero che la foto e l’occasione possono trarre in inganno chi non ci conosce, ma il ricordare un evento importante di una storia passata voleva essere solo il pretesto per dare un “titolo” al concerto che ogni anno proponiamo per Santa Cecilia. Niente di più.
Non ci saranno cerimonie celebrative o quant’altro, solo buona musica mi auguro ben eseguita.
Non ci sono più giovani? Non è così vero: nel nostro organico c’è un validissimo 17enne, Stefano Capra, c’è un altrettanto valido Augusto Luoni poco più che 40enne, ci sono io che sarò negli “enta” ancora per un po’….
Certo, gli altri hanno i capelli grigi, ma vi assicuro che dentro hanno grinta ed entusiasmo da vendere!
Mi spiace che sia stato messo l’accento particolarmente su questo aspetto. La fisarmonica è uno strumento che faticosamente si è guadagnata un posto nei Conservatori di Musica, e che deve continuamente lottare contro il luogo comune fisarmonica=liscio per far breccia nel cuore dei giovani. Estremamente complicato da suonare come si deve, può adattarsi ai più svariati stili: musica jazz, classico/sinfonica, etnica, musica moderna, folkloristica …. Noi ci siamo da sempre impegnati in un repertorio classico, e vi sono diverse formazioni, anche nella ns. provincia, che da sempre lavorano per la fisarmonica.
Mi sembra quindi inopportuno affermare che mancano “nuovi maestri”, per rispetto almeno di nomi quali Vendramin, Scappini, Milani, Marangoni per citarne solo qualcuno tra i più vicini a noi.
Per quel che mi riguarda personalmente posso affermare che abbiamo fatto molto lavoro per valorizzare lo strumento che ci sta a cuore, anche con esperimenti arditi quali l’interpretazione della Sinfornia “Incompiuta” di Schubert o il pezzo nuovissimo che presenteremo sabato 26. Si tratta del Concerto per pianoforte e Orchestra in Re+ di Haydn, dove la parte solistica è stata mantenuta intatta e sarà da me personalmente eseguita, e la parte orchestrale è stata abilmente trascritta per la ns. formazione dal M° Luigi Luoni. Un lavoro lungo e complesso che ci ha impegnato per quasi un anno intero e che finalmente sabato darà i suoi frutti.
La nostra attività concertistica poi è molto movimentata (l’ultimo concerto risale a 10 gg fa in Svizzera a Tesserete) e credo che il successo che otteniamo sia frutto dell’impegno e del lavoro di oggi, non un opaco ritratto di un ricordo di gioventù (…. la loro….)

Vi prego di accettare le mie puntualizzazioni, ma come il vostro cronista è stato tratto in inganno, non vorrei che altri lettori pensino ad un prematuro “De Prufundis” per un Complesso che non ha alcuna intenzione di mollare.

Vi ringrazio in ogni caso per lo spazio che ci avete voluto riservare e che, sono certa, ci riserverete in futuro.
Cordiali saluti.

Chiara Luoni

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