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Gli italiani sono un popolo maturo?

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20 Luglio 2005

Egregio direttore,
La cosa che fa più male, quando si analizza nel dettaglio la politica spregiudicata di taluni movimenti come la “Lega nord”, è il vedere come i ragionamenti proposti, la semplificazione ai minimi termini dei concetti, l’evocazione dei peggiori sentimenti e dei peggiori propositi riescano ad attecchire, come la gramigna, fra la gente comune, fra la gente che quelli come me vorrebbero aver vicina.
Rendersi conto che anche le persone dalle quali non ti aspetteresti mai un ragionamento nella direzione della disgregazione nazionale, sia pur a discapito dei pochi denari rimasti nei nostri borsellini, fa male, molto male.
Fa male vedere la gente, colpita nell’intimo delle proprie sicurezze, arrivare a pensare che sia pericoloso lasciare che ciascuno preghi il proprio Dio, che la Lira sia non dico meglio, ma addirittura più forte dell’Euro, che il sogno dell’Europa unita sia un male e che il Tricolore Italiano sia oramai uno straccio vecchio e abbandonato.
Più ancora fa male vedere questi stessi movimenti dire oggi l’esatto opposto di quanto sostenuto ieri, potersi aspettare che domani diranno l’opposto di quanto detto oggi e, soprattutto, esser certi che qualcuno in ogni caso li seguirà, come una banderuola in balia del vento.
Quanta acqua dovrà ancora passare sotto i ponti per affermare con sicurezza che gli italiani, di destra o di sinistra che siano, sono un popolo maturo?
E’ oramai del tutto evidente una sentenza: chi sostiene la Lega è contro l’Italia.
Quelli che, me per primo, hanno fino ad oggi sopportato l’opera disgregante e disarticolante di questo movimento e che, magari anche in buona e fede e nell’interesse di più ampie motivazioni politiche, hanno votato e fatto votare, in vari contesti, per coalizioni che comprendevano la Lega nord, hanno commesso un errore imperdonabile; errore che rischia di diventare, domani più ancora di oggi, un boomerang per gli interessi interni ed esteri del nostro Paese.
Per quanto Romano Prodi – la persona meno adatta a ricoprire il ruolo che gli è stato attribuito – non mi sia mai andato a genio e nonostante tutte le critiche che possono essere mosse al centrosinistra, ancora carico com’è di scheletri come la cosiddetta “Italia dei Valori”, è veramente impensabile che, non dico un riformista, ma neppure un moderato possa votare per una coalizione come la CDL, la quale si è resa non dico complice, ma addirittura schiava di un movimento che sostiene dei “non valori”: Di Pietro sarà pure, e lo è, un piccolo populista, ma non ha in odio l’Italia ed i suoi buoni pensieri.
E’ ora che quelli come me, che hanno agito in buona fede, ma che hanno commesso un grosso errore politico, ammettano di aver sbagliato.
Siccome poi non ho interessi di bottega, né appuntamenti elettorali da sostenere con idee mediane o fasulle, mi posso permettere, in piena libertà, di concludere come si concludeva una volta: VIVA L’ITALIA.

Antonio di Biase

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