Le leggi sono fatte per gli uomini e non per Dio: ecco perchè voterò no
10 Giugno 2005
Egregio direttore,
non è condivisibile la posizione del leader radicale Capezzone il quale, secondo quanto riferito stamattina dalla radio, avrebbe accusato il cardinale Ruini di una posizione partigiana con riferimento ai quesiti referendari.
Ruini ha infatti espresso la posizione della Chiesa e non si capisce come avrebbe potuto non esprimersi su un tema così importante per il Vaticano.
Le considerazioni da farsi sono invece altre e a mio parere ben più forti della legge che, a sentire Capezzone, Ruini avrebbe violato.
Ho sentito in questi giorni un personaggio politico che normalmente non mi convince, Rosi Bindi, fare invece un discorso molto franco e sinceramente convincente. La Bindi, che per nell’occasione si è definita – con mia grande sorpresa – una “laica credente”, avrebbe auspicato un dibattito politico fondato su “temi forti” e si rammaricava del fatto che tutto il dibattito, di questi giorni, sui quesiti referendari abbia finito per ridursi alla questione se andare a votare ( lasciar vincere i Sì ), oppure non andare ( boicottare la vittoria dei Sì ). In pratica, se ho ben capito il pensiero della Rosi, l’onorevole avrebbe preferito magari una guerra su questi temi, ma una guerra fatta di valori, invece di un maldestro tentativo di affondare la volontà del Paese, il quale rischia di mettere in evidenza la differenza tra la volontà della maggioranza del Parlamento e quella della Nazione.
Io condivido perché, dopo molti anni, un nuovo dibattito “forte” sarebbe stato utile, ma purtroppo la sfida sui valori non è stata raccolta, perché avrebbe messo in evidenza la piena sconfitta politica di chi ha voluto fare, a tutti i costi, una legge malfatta. La legge 40 è una legge fondata, purtroppo, su posizioni integraliste la quale, si pensi al miracolo, è riuscita persino nell’impossibile compito di riunire sulle medesime posizioni i partiti socialisti dei due schieramenti.
Io, personalmente, voterò NO ad almeno un quesito, ma questo è lungi dal considerare “male” le posizioni differenti perché, l’ho gia scritto in altra sede, le leggi sono fatte per gli uomini, non per Dio: magari fosse semplice sapere cosa Dio vuole da noi, potremmo saltare a piè pari quattromila anni di teologia e di ricerca ecumenica !
Per concludere vorrei fare un breve accenno alla posizione proprio oggi assunta, in altra sede, da Massimiliano Didò. Il segretario dello SDI di Varese ha rinnegato la posizione di coloro che, se ancora esistono, vorrebbero ridare corpo alla storica contrapposizione tra laici e cattolici. Condivido anche la posizione di Massimiliano anche se, essendo passata molta acqua sotto i ponti, non credo proprio che il referendum possa riacuire queste divisioni. Il rischio, purtroppo, lo corrono altri: questo referendum potrebbe, in maniera paradossale, dividere la Chiesa dai cattolici.
Sono sicuro che Ruini ha pensato e si è consultato bene prima di parlare: ha raccolto una sfida politica, adesso però non può perderla.



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