La libertà vale solo per i “politicamente corretti”?
4 Giugno 2005
Egr. Direttore,
nel giugno 1946, in molte città italiane, sorsero manifestazioni spontanee in favore della monarchia. I ben noti brogli che avevano caratterizzato il referendum istituzionale di pochi giorni prima, e che pochi, ormai, mettono in dubbio, erano stati intuiti dalla saggezza popolare. Il governo d’allora reagì con le armi, facendo molte vittime innocenti, come Carlo Russo, Ida Cavalieri, Mario Fioretti…solo per citarne alcuni. Di questi giovani, che caddero per un ideale nel quale credevano profondamente e non per interesse partitico, nessuno parla mai, soprattutto in forma ufficiale. Dov’è dunque la libertà di cui parla la nostra costituzione? Vale solo per chi è stato “politicamente corretto”?



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