Industriali e banche a confronto sulla crisi

Primo Tavolo di confronto con gli istituti di credito voluto da Univa. Obiettivo: presentare le difficoltà nell’accesso al credito, e trovare nuove strategie

Da una parte il mondo produttivo rappresentato dall’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, dall’altra il sistema bancario locale. Si è svolto ieri a Gallarate il primo incontro del Tavolo di confronto con gli istituti di credito del territorio voluto dall’Unione Industriali. Obiettivo: presentare alle banche le attuali difficoltà nell’accesso al credito delle attività manifatturiere, per poi individuare insieme strategie, iniziative e soluzioni in grado di migliorare il rapporto banca-impresa in questo momento congiunturalmente difficile. Primi passi di un dialogo, dunque, al quale hanno aderito 15 banche (in fondo al comunicato l’elenco completo) rappresentate dai massimi esponenti locali: direttori generali, direttori commerciali, capi area.

È a loro che il Presidente dell’Unione Industriali, Michele Graglia, ha presentato i risultati di una ricerca svolta su un campione di 124 imprese rappresentative di tutti i maggiori settori produttivi presenti in provincia di Varese: dal metalmeccanico al tessile, passando per il terziario avanzato, la carta, la chimica-farmaceutica, la gomma-plastica, gli alimentari. Attività per un totale di 6.250 addetti. Realtà che per la gran parte hanno dovuto fare i conti con un calo della produzione. Più del 40%, infatti, quelle che hanno diminuito i propri livelli rispetto a prima dell’estate. Più del 60%, invece, la quota di imprese che ha subito un peggioramento sul fronte degli ordini. E le aspettative anche per il prossimo futuro non sono delle più rosee: poco meno del 40% del campione, infatti, si aspetta ulteriori ribassi nei prossimi mesi. Fin qui la fotografia della situazione, alla quale il sondaggio ha affiancato un’analisi degli effetti della crisi finanziaria sul rapporto con le banche.

Un rapporto che è peggiorato per il 60% imprese. Nello specifico, il 71% delle imprese che hanno riscontrato un peggioramento, ha segnalato allo stesso tempo un innalzamento degli spread. In pratica il denaro è stato preso in prestito ad un costo maggiore, e questo nonostante la diminuzione dell’Euribor, l’indice che indica il tasso medio a cui avvengono le transazioni finanziarie tra le banche europee. Non solo, tra le ripercussioni finanziarie evidenziate dalle imprese intervistate c’è anche un allungamento dei tempi di delibera ed una maggiore severità e rigidità di giudizio a fronte di richieste di affidamento sia di breve, sia di medio, sia di lungo termine. A riscontrare questo cambiamento di atteggiamento degli istituti di credito è stato il 63% delle imprese che hanno affermato di avere dovuto subire un peggioramento dei rapporti con le banche. Sempre tra queste, inoltre, il 29% ha ricevuto richieste di garanzie integrative a copertura di tutte le linee di credito, mentre il 19% ha subito delle riduzioni di affidamento, riguardanti soprattutto linee a breve termine utilizzate per gli anticipi delle fatture.

Questa la situazione che l’Unione Industriali, ha spiegato Michele Graglia, intende affrontare prima di tutto “attraverso un’azione del Confidi che punti ad un ulteriore consolidamento delle partnership con le banche, anche con accordi specifici per il territorio e, allo stesso tempo, attraverso la partecipazione al progetto di cooperazione con Unioncamere-Regione Lombardia”. L’obiettivo da perseguire deve essere un “adeguato afflusso di credito alle imprese”. Per questo “ci attendiamo da parte del sistema del credito un mantenimento dei livelli di affidamento, un ricorso motivato, e non a tappeto, alle garanzie integrative, e un atteggiamento senza pregiudizi verso alcuni settori produttivi”. Non fare, dunque di tutta l’erba un fascio, ma analizzare le singole situazioni per quelle che sono, al di là dell’andamento del comparto di appartenenza. Entrando nel dettaglio, ha spiegato il Presidente dell’Unione Industriali, “occorre una maggiore trasparenza nella valutazioni e nei costi, ottenibile con un miglioramento dell’informativa sulle componenti per la definizione dei rating”. Altre proposte messe sul tavolo da Michele Graglia sono state quelle “di un miglioramento del rapporto banca-impresa attraverso una valorizzazione del rapporto interpersonale; una condivisione delle necessità aziendali ed un’elasticità di intervento; un miglioramento del rapporto banca-impresa, attraverso una valorizzazione del ruolo del Confidi che punti sulla condivisione dei percorsi di affidamento e delle valutazioni”.

L’analisi della situazione da parte dei rappresentanti degli istituti di credito è invece partita dalla constatazione che, per diversi ordini di motivi, la raccolta da parte delle banche incontra oggi una certa difficoltà rispetto al passato e che tale circostanza non può non avere una conseguenza sul piano del costo del denaro. Da qui l’innalzamento di questi mesi. Questo, però, non vuol dire che  sia in atto una politica di restringimento del credito. Il cosiddetto “Credit Crunch”, visto dal punto di vista degli istituti, non esiste, e non esisterà nemmeno in futuro. Non c’è alcuna intenzione di togliere finanziamenti alle imprese, ma, allo stesso tempo, ci sarà una maggiore attenzione nell’analisi delle richieste. Per questo aspetto è stato usato un paragone con il recente passato, con gli ultimi anni nei quali forse c’è stata troppa poca attenzione a dettagli oggi diventati invece importanti. Ciò non significa tuttavia che saranno applicati solo criteri oggettivi del tutto impersonali. Sia i piccoli gruppi locali, sia i più grandi istituti di credito che hanno partecipato al Tavolo hanno sottolineato l’intenzione di non abbandonare, ma anzi, rafforzare il legame con il territorio. Senza tralasciare i contatti con i singoli imprenditori e le singole realtà aziendali. La vicinanza al cliente non è stata e non verrà abbandonata. Al di là dei rating. Da qui l’assicurazione unanime che gli impieghi aumenteranno, anche sul territorio varesino, e la mano tesa al Confidi dell’Unione Industriali, con il quale il mondo bancario si è detto pronto ad incrementare la propria collaborazione.

A conclusione dell’incontro, il Presidente Michele Graglia ha espresso l’auspicio che, da parte delle banche, si evitino ora atteggiamenti restrittivi nei confronti delle imprese manifatturiere per ovviare alle conseguenze che si sono prodotte, nel recente passato, per effetto di comportamenti poco avveduti del settore finanziario nel suo insieme. Errori ai quali le attività manifatturiere sono state estranee e che non possono rappresentare un ostacolo nella normalità dei rapporti tra banca e impresa, particolarmente in questo momento di difficoltà economica, che richiede piuttosto un più forte sostegno alle imprese stesse da parte degli istituti di credito.

Il Direttore dell’Unione Industriali, Vittorio Gandini, ha concluso l’incontro con l’invito a dare continuità al Tavolo. Si è quindi convenuto che, all’inizio del 2009, si tenga una seconda riunione per proseguire nel monitoraggio della situazione e, soprattutto, per verificare se e quanto i problemi manifestati nel corso del primo incontro saranno stati superati.  

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Pubblicato il 27 Novembre 2008
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