Oro a Nicole Cooke, la principessa di Galles
La gara femminile va alla britannica che compie un’impressionante doppietta Olimpiadi-Mondiali. Sul podio Vos e Arndt, alle azzurre non basta l'orgoglio di Noemi
La corona di regina assoluta è ormai tutta sua. Non della sempre favorita Marianne Vos, non della compagna di nazionale Emma Pooley, non delle tedesche, tanto (ma tanto) meno delle italiane. Il mondo del ciclismo femminile è ufficialmente nelle mani di Nicole Cooke, principessa di Galles che colleziona la seconda vittoria stagionale rovinando l’annata a tutte le rivali. Due successi, due ori: Pechino e Varese.
La corsa iridata femminile diventa bellissima solo nell’ultimo giro, dopo oltre cento chilometri di rara bruttezza: lunghissima fuga a 12 animata dall’americana Armstrong (foto S. Raso) e dalle lituane Ziliute e Polikeviciute in cui nel ruolo di stopper c’è anche la nostra Baccaille che fa il proprio dovere evitando di collaborare. A decidere gran parte della gara è infatti l’ultimo Montello, laddove si esaurisce l’ultima azione delle dodici: quando l’australiana Egyed è stata ripresa la corsa è esplosa e in testa ci sono andate le grandi favorite. Qui l’Italia è mancata: nonostante quattro atlete ancora nel gruppo delle migliori (Cantele, Guderzo, Baccaille e Bronzini) nessuna è riuscita a mettersi sulle ruote del sestetto formato da due tedesche (Arndt e Worrack), due svedesi (Johansson e Ljungskog), Cooke e Vos. Ljungskog, sfortunatissima, si è presto fermata per un guaio tecnico proprio mentre da dietro Noemi Cantele provocava il boato più forte della giornata lanciandosi in un inseguimento disperato e, purtroppo, non riuscito.
L’ultimo mezzo giro è stato da cuore in gola e ha riconciliato con il ciclismo dopo le brutture della prima parte di gara.
La corsa diventa una raffica di petardi: gli scatti non si contano, con le tedesche a provarci a turno, la stessa Cooke a rilanciare e soprattutto Marianne Vos che sui Ronchi decide di fare la voce grossa andando a prendere
E le italiane? Bella domanda: detto di Baccaille brava nel ruolo di stopper nella prima fuga, bisogna dire che ci si aspettava di più. Noemi ci ha provato, si è buttata a capofitto tra il Montello e
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