Con-t@atto chiude? No, rilancia

Preoccupazione per il servizio dell'Asl che dava risposte e consigli ai ragazzi. Il pericolo, però, sembra infondato: il progetto diventa un servizio stabile

L’allarme parte dall’Associazione Smeraldo di Lombiate: Con-t@tto spazio adolescenti viene ridimensionato e il servizio in favore degli adolescenti è in pericolo.

La denuncia è arrivata da Marco Giudici, presidente della stessa associazione che si occupa di recupero  di tossicodipendenti e alcolisti: « Parliamo di un progetto nato più di sette anni fa, rivolto ad un target che è stato sempre poco tutelato dal servizio pubblico, i giovani dai 14 ai 23 anni, quegli stessi giovani di cui si parla in continuazione nei telegiornali. Parliamo del “disagio giovanile” legato alla fragilità di quel periodo della vita di un individuo, l’adolescenza, che così tanto espone ai pericoli quali l’uso di sostanze stupefacenti, l’alcol, la depressione e ancora.

Con-t@tto Spazio Adolescenti funzionava: tre équipe di psicologi, educatori e assistenti sociali dislocate in tre sedi della provincia di Varese, con una lunga esperienza nel campo delle dipendenze, che si occupavano dal 2001 dei ragazzi e dei loro genitori, in un’ottica finalmente diversa, quella della prevenzione del malesserere. Ebbene, il 30 giugno 2008, senza un minimo di preavviso, alle consulenti psicologhe non sono stati rinnovati i contratti di lavoro. Questo ha significato un taglio delle risorse del 40% e, soprattutto, un’interruzione brusca delle psicoterapie dei pazienti i quali, da un giorno all’altro, hanno dovuto decidere se ricominciare la terapia con un altro psicologo o, addirittura laddove lo psicologo non c’è più, in un altro Servizio. Ma dove? Ricordiamo infatti che Servizi come il Consultorio o il CPS sono strutture che spesso vanno avanti con uno o due psicologi che devono far fronte ad un’utenza enorme e che, forzatamente, finiscono per occuparsi solo dei casi più gravi, tra i quali non rientrano certo i ragazzi “a rischio”».

«Il caso di Con-t@tto – prosegue Marco Giudici – non è un caso isolato, in quanto i tagli al personale rientrano in una più ampia politica di impoverimento delle risorse dei servizi della ASL di Varese, e in particolare di quei servizi che si occupano delle dipendenze. Tutto ciò lo si sta facendo attraverso i tagli e gli spostamenti delle figure professionali, senza concedere alle persone, perchè terapeuti e pazienti sono soprattutto persone, il modo e il tempo per lasciarsi tutelando il lavoro fatto insieme con dispendio di tempo e di energie e, perchè no, dei soldi che il Servizio pubblico aveva investito fino a quel momento».

La preoccupazione, però, parrebbe infondata: sembra infatti che il mancato rinnovo sia legato solo alla volontà di strutturare quello che è stato per oltre 10 anni un progetto. Così, il servizio dovrebbe venir gestito stabilmente da personale interno dell’Azienda che, non solo non vuole chiudere con-t@tto, ma vuol potenziarlo, dotandolo, però, del personale qualificato in base alle ultime indicazioni nazionali.

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Pubblicato il 24 Luglio 2008
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