Il docente: «Il sistema dei recuperi non ha retto»
Enzo La Forgia, docente all'Isis di Varese, spiega i risultati degli scrutini nonostante i corsi di sostegno avviati dalle scuole durante l'anno
Debiti, corsi di recupero, sportelli help. La scuola, nell’ultimo anno, ha vissuto una rivoluzione in piena corsa.
La normativa sul recupero dei debiti è uscita che i ragazzi avevano già accumulato carenze e ritardi. Così, alla fine del primo quadrimestre, i professori hanno varato formule differenti per dare una mano agli studenti deboli, cercando di convincere genitori e studenti ad affidare a queste ore extra il futuro recupero: « Chiaramente il sistema ha mostrato molte carenze – spiega Enzo La Forgia, docente dell’Isis di Varese – Pensare una strategia di sostegno, con fondi carenti, sperando di ottenere la collaborazione di genitori e figli è stata un’impresa che ha messo a dura prova l’organizzazione della scuola, ottenendo, alla fine, risultati scarni. A volte, i corsi sono stati la copia, in formato ridotto, di ciò che avveniva in classe, non riuscendo a far emergere le peculiarità degli studenti. Altre volte, le scarse finanze non hanno permesso di rispondere a tutte le richieste di aiuto dei ragazzi. Così, dall’anno prossimo, si cambierà. Non è ancora chiaro come, ma pare proprio che il nuovo Ministro voglia introdurre cambiamenti. E noi operiamo ancora nell’incertezza».
Il sistema voluto dall’ex ministro Fioroni, comunque, non ha modificato più di tanto l’andamento curricolare dei ragazzi italiani: «Da parte dei professori, l’introduzione della "sospensione" non ha modificato il sistema degli scrutini. C’è da dire, però, che la scuola italiana è quella che meno supera le disuguaglianze sociali tra i paesi europei. Chi viene in un istituto professionale ha, di solito, una situazione culturale familiare più debole e ciò si ripercuote spesso anche nel suo rendimento. In questo modo si devono leggere le statistiche che vedono la maggior parte delle bocciature negli istituti professionali o tecnici».
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