Il fondatore di Varesenews: “Il web è tutto da inventare”

Intervista a Carlo Galeotti, primo direttore del giornale on line oggi docente universitario e saggista

Nella sua biografia sul web si legge che è un giornalista, appassionato di nuove tecnologie, laureato in filosofia teoretica, ha scritto libri su Don Milani e il fascismo, costruisce e cura siti internet, alleva cani Chihuahua, colleziona matrioske. Giornalista e scrittore, uomo pieno di interessi, Carlo Galeotti, 47 anni, è stato il primo direttore di Varesenews e sarà a Varese il 7 settembre per raccontare la nascita del giornale alla festa Anche Io.

Come nacque Varesenews dieci anni fa?

“Ricordo che provammo a fare diverse testate, tra cui Il Circolino e Airone. Facemmo degli esperimenti: un mensile, poi il quindicinale e il settimanale. In seguito facemmo un inserto culturale per La Cronaca, un quotidiano locale che cercava di fare concorrenza alla Prealpina. Sul web iniziammo invece facendo dei siti statici: ne curammo uno su Che Guevara che fu tra i primi in Europa, poi uno su Don Milani”.

Era un periodo sperimentale…

“Sì’,  trattavamo tematiche di cui eravamo appassionati e su cui eravamo competenti. Poi  a Marco Giovannelli venne l’idea di fare informazione on line. Era chiaro che le strutture per fare un giornale telematico costavano molto meno che su carta, allora perché non farlo on line?”.

Com’era il panorama della stampa?

“Mah, ricordo che a un convegno parlai con un responsabile di Repubblica. Per dire quanto eravamo agli inizi…loro avevano solo due redattori e mezzo dedicato all’online”.

Quale fu il primo modello?

“Il sito di Repubblica. Era l’unica esperienza di livello giornalistico allora sul web e faceva da battistrada per gli altri”.

Che tipo di scrittura adottaste?

“Capimmo in fretta di cosa c’era bisogno: brevità soprattutto. Sulla carta hai problemi di spazio, sul web problemi di tempo. A parte questo riversammo sul web la professionalità che già avevamo acquisito come giornalisti su carta, con in più le intuizioni che andavamo sviluppando”.

Oggi vivi a Viterbo, la tua città e dirigi Tusciaweb, quanto di Varesenews c’è in questa esperienza?

“In realtà, devo essere sincero, Tusciaweb è tutta un’altra cosa, il sito è nato più per esigenze di impegno politico, e solo ultimamente è diventato un giornale di informazione vero e proprio, con quattro redattori”.

Il tuo rapporto oggi con il  web?

“Sembrerà strano, ma io non sono un vero appassionato di internet, in realtà la rete mi interessa di più per ragioni teoretiche, e in fondo è quasi un caso che faccia questo mestiere”.
Di cosa ti occupi oggi?

“Da quest’anno insegno storia del giornalismo all’Università della Tuscia”.

Il web ha già una parte nella storia del giornalismo?

“Sì, direi che è così, si studia un testo dedicato appositamente alla rete. Nel giornalismo di oggi però è interessante un altro aspetto: il web dà ancora la possibilità di inventare e divertirsi. Faccio un esempio. Repubblica oggi è diventata multimediale, ma lo ha fatto aggiungendo varie tecnologie già esistenti. Secondo me c’è ancora spazio per inventare ulteriori forme di comunicazione innovative”.

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Pubblicato il 05 Settembre 2007
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