I mali della pubblica amministrazione spiegati da due professori
Pietro Ichino e Daniele Checchi sono intervenuti alla festa de l'Unità della Schiranna: folta platea di politici e curiosi
«L’Italia e la sinistra hanno come difetto di pensare che quando le cose non vanno bene la soluzione migliore è cambiare una legge». Così ha esordito Pietro Ichino, professore universitario di Diritto del lavoro alla Statale di Milano, che è intervenuto al dibattito dal titolo “Conversazione sul lavoro: la questione della valutazione dell’efficienza nelle Amministrazioni Pubbliche” svoltosi
ieri sera, venerdi 13 luglio, al PalaCoop del
Ichino ha esposto le sue tesi davanti ad una numerosa platea, attenta ed interessata al suo discorso. Il professore ha trattato molteplici argomenti relativi al mondo della pubblica amministrazione, analizzando quali possano essere le cause del disagio dei dipendenti pubblici. A suo giudizio, nella pubblica amministrazione, manca la scossa in grado di smuovere un dirigente, come accade nel settore privato.
Inoltre, ha sottolineato il fatto che un dirigente non è in grado di farsi valere dinnanzi all’istituzione politica ed in questo la dirigenza deve assumersi una grande responsabilità: «Bisogna prendere esempio dall’estero – ha affermato Ichino -, solo in Italia accade che l’amministrazione pubblica abbia dei rapporti con la politica, bisogna introdurre nuovi meccanismi». Ichino ha aggiunto che la privacy nella settore pubblico non deve esistere, in quanto ogni cittadino ha il diritto di avere qualsiasi genere di informazione sulla vita amministrativa della sua città.
Il professore ha anche rivelato che dopo le sue pubblicazioni, ha ricevuto migliaia di lettere da parte di dipendenti della pubblica amministrazione, nelle quali ha potuto tastare gli stati d’animo: «Bisogna dar loro voce, sono che con l’entusiasmo riescono a mandare avanti un’amministrazione, a differenza di qualcun altro».
Daniele Checchi, invece, ha parlato di scuola ed università, analizzando la situazione italiana in tutti i suoi aspetti. Le problematiche più rivelanti che Checchi ha analizzato riguardano la produttività, il sistema scolastico e gli stipendi.
Secondo Checchi «gli insegnanti hanno una percezione negativa riguardo la valorizzazione del proprio ruolo, si sentono svalutati». Tra gli interventi del pubblico, Daniele Marantelli, onorevole dell’Ulivo che non ha risparmiato attacchi al centrodestra, che a suo parere, a differenza della sinistra, non ha alcun interesse nel fare riforme nella pubblica amministrazione: «Noi vogliamo una svolta, il federalismo fiscale può esserlo, la questione salariale è un problema che caratterizza il Nord Italia – ha affermato Marantelli -. Il Partito Democratico deve assolutamente porsi questa questione, è un tema complicato ma ineludibile».
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