Anche Varese crede alle fate

Grande successo, tra piccoli e grandi, per il musical Peter Pan con Manuel Frattini. Che ha fatto sognare l'Apollonio

Prendete una favola eterna, che sa parlare ai bambini così come ai grandi. Rispettatela in tutta la sua atmosfera da cartoon: con un san bernardo nel ruolo di una tata, una fatina che brilla sul palcoscenico e, ovviamente, la possibilità di volare sui cieli di Londra. Poi aggiungete una piccola, grande, novità: questa favola fatela parlare italiano, ma per davvero, grazie ai brani di un disco cult per i genitori. Ecco i tre ingredienti principali di un successo, quello che sta vivendo in questi giorni il palcoscenico del Teatro di Varese con "Peter Pan, il musical".

Le prime due rappresentazioni, quelle di sabato pomeriggio e di sabato sera, non solo hanno registrato il tutto esaurito, ma hanno risposto bene all’aspettativa che ci aveva rivelato pochi giorni fa l’interprete principale, Manuel Frattini: avere in sala un pubblico trasversale, composto da piccoli e grandi. Una platea varia, che questo spettacolo ha saputo far volare e sognare.

I più piccoli hanno potuto godersi, finalmente, una vera favola dall’inconfondibile atmosfera disneyana, nella quale nessuno vuole fare il grande o salvare il mondo ma, anzi, vuole giocare ai pirati e rimanere piccolo per sempre. E allora in questo caso era necessario non farsi mancare nulla: Peter Pan vola davvero sul palcoscenico, Trilly lo segue (sotto forma di raggio laser), il coccodrillo è un pupazzo gigante che cammina tra il pubblico. Tutta la storia si è dipanata tra molte scenografie, tutte curate nei particolari, grandiose e arricchite di effetti speciali. Anche se a Varese è stato necessario ridurle leggermente, per problemi tecnici, l’impressione è rimasta quella di essere di fronte a una grande produzione, e spesso anche i grandi, non solo i bambini, sono stati sorpresi da chi scrive a fare "ooooh".

Ma vero motivo di gioia per i genitori, oltre alla favola che non guasta mai, è stata la colonna sonora. Sicuramente è singolare, ma con risultati riuscitissimi, vedere finalmente un Peter Pan che intona i brani di "Sono solo canzonette", il concept album di Edoardo Bennato. Il progetto risale al 1980 ma così come le belle favole, anche la bella musica non passa di moda, e questa nuova veste da musical gli ha donato una seconda giovinezza. Senza poi contare la sensazione, positiva, di vedere finalmente un musical che pur sognando Broadway ha realmente un respiro culturale tutto italiano, tipico dei nostri cantautori. Merito anche della capacità di trasformare le canzoni in "parti" di tutti gli interpreti, che come ci aveva anticipato il fantastico Claudio Castrogiovanni (nel ruolo di un Capitan Uncino quasi schizofrenico), costituiscono un cast completo in tutte le tre componenti del musical. Divertente e originale la Wendy interpretata da Alice Mistroni, quasi comica nel rappresentare la parlantina eccessiva del suo personaggio. Praticamente identico, anche fisicamente, alla versione disneyana lo Spugna di Riccardo Peroni, che ovviamente ha interpretato "Dopo il liceo che potevo far". Bella, e potente, la voce di Loredana Fadda, cioè Giglio Tigrato. Ma tutti (i tantissimi) interpreti sono stati all’altezza di questa grande produzione, compresi i dolcissimi bimbi sperduti.

E poi, ovviamente, c’era Manuel Frattini, nel ruolo di Peter. Aveva proprio ragione: questo per lui non è solo un personaggio, ma un aspetto della sua personalità, che avevamo già conosciuto un anno fa con Toc Toc, altro musical tagliato su misura per lui. Ha saputo interpretare il ruolo con eleganza, riuscendo a coinvolgere tutti fino al punto da far alzare in piedi la sala, per urlare "Io credo alle fate". Un momento emozionante, che equivale a una dichiarazione di fiducia nella fantasia, un bene irrinunciabile.

Per fortuna oltre alle streghette sempre alla moda, e ai topi investigatori, anche a teatro alcune favole dei tempi di chi scrive resistono. Soprattutto se chi le porta sul palcoscenico non le stravolge, ma le rispetta nel suo primo e unico scopo: far sognare. Come prevedibile Peter Pan non ha deluso, ed una folla di fan ha aspettato fuori dal teatro l’interprete principale. Che, con un sorriso e quella strana capigliatura bionda (che è una tinta, non una parrucca) ha continuato a farli volare anche senza effetti speciali. Peter Pan sarà in replica anche domenica, pomeriggio e sera. E per chi se lo perderà niente paura: la produzione ha già annunciato l’intenzione di affrontare un ricco tour estivo.

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Pubblicato il 18 Marzo 2007
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