Basta parole ora solo proposte concrete !!!
Lettera aperta agli amministratori della Provincia di Varese dei Comuni di Varese, Busto Arsizio, Gallarate, Castellanza, Saronno e di tutti gli altri comuni soffocati dallo smog
Riceviamo e pubblichiamo
La situazione generale del clima e dell’inquinamento è oramai allo stremo. Anche nella nostra provincia e nelle nostre città la situazione è oramai collassata, ma le uniche cose che si sentono in giro dai nostri amministratori pubblici sono vane promesse di interessamento, senza alcun tentativo concreto da mettere in risalto. E intanto la salute dei nostri concittadini è peggiorata giorno dopo giorno, aumento vertiginoso di tutte le malattie dell’apparato respiratorio, ed incremento pauroso di patologie tumorali.
"Il traffico e lo smog ci tolgono il sonno, la salute e la vita. 80.000 morti da smog in Europa, 15mila in Italia. Il dato è frutto di una indagine dell’Organizzazione mondiale della sanità. Secondo i dati forniti dall’APAT (ex Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente) e dal Centro Ambiente e Salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nei principali centri urbani italiani, le patologie derivanti dall’inquinamento dell’aria, dovuto allo smog da traffico cittadino, causano 3.500 morti l’anno, 29.000 attacchi di asma e 31.500 bronchiti acute nei bambini" – si legge in una nota degli Amici della Terra.
"Una ricerca dell’OMS realizzata in Francia, Austria e Svizzera ha studiato le conseguenze dell’esposizione cronica alle polveri sottili (Pm10) evidenziando che tra gli adulti di età superiore ai 30 anni, nei tre Paesi, si contano 21mila morti premature per malattie respiratorie e cardiache. Un numero più che doppio dei morti per incidenti stradali. Come se non bastasse, chi abita in città ha il 40% di rischio più elevato di contrarre un tumore alle vie respiratorie. Lo denuncia l’Istituto Nazionale per la ricerca sul Cancro. Uno studio epidemiologico condotto dalle Asl di Roma e Civitavecchia ha dimostrato un aumento della prevalenza dell’asma e delle malattie respiratorie nei primi due anni di vita per i bambini che vivono in città: diffuse le sintomatologie legate alle patologie bronchiali (tosse e catarro); in campagna solo qualche influenza o poco più e comunque al di sotto della media. Ogni anno contiamo anche 2.432 casi di leucemia nel nostro Paese a causa del benzene. L’idrocarburo contenuto nella benzina, secondo la Commissione tossicologica nazionale, causerà nei prossimi dieci anni un aumento esponenziale di questa patologia. Pm10, Pm 5, polveri ancora più sottili, benzene, biossido di azoto, zolfo, monossido di carbonio, idrocarburi, anidride solforosa, ozono, benzopirene, .sono i nemici quotidiani.
L’impressionante statistica di uno studio, condotto nel febbraio 2007, dal New England Journal of Medicine vede, ogni 10 microgrammi cubo di crescita dei valori di pm2,5 (polveri ultrasottili che arrivano fin negli alveoli dei polmoni), un aumento del 24% della possibilità di avere una malattia acuta vascolare (ictus, infarto, malattia coronarica o cerebrovascolare) e un drammatico aumento del 76% del rischio di morte cardiovascolare. Da anni siamo abituati a confrontarci con i valori di pm10, ma già da qualche anno, invece, dobbiamo confrontarci con particolati ancora più sottili e ancora più dannosi. Si tratta delle polveri inferiori ai 10 micron di dimensione; mentre infatti il pm10 si riferisce a polveri che si fermano in genere a livello della trachea e del naso, le polveri finissime pm2,5 e pm1 si insinuano negli alveoli polmonari e nel sangue. In questi giorni respiriamo in città dosi di PM-10 di oltre 100µg per metro cubo, per una media annua di 50-55 µg/m3. I limiti tollerati in Europa sono 40 µg/m3. Secondo l’Associazione italiana di d’Epidemiologia sono ancora troppo alti, e dovrebbero esserne permessi solo 25. negli USA, dal 1997, il limite è di solo 15. Come difendersi: una corretta manutenzione dell’auto, controllo del motore, gomme, scarichi normali, può ridurre del 9% le emissioni, ovvero 112 litri di benzina e 290 chili di CO2 in meno all’anno. Ridurre l’uso dell’auto alle occasioni indispensabili. Accendere meno possibile il climatizzatore dell’auto. Con meno 10 gradi rispetto alla temperatura esterna si consuma dal 26 al 43% di carburante in più, emettendo il 32-60% di particolato in più. Ridurre i consumi energetici, poiché ogni kilowattore elettrico consumato produce 0,6 Kg di CO2. Tra le difese per la propria salute vi è l’impiego delle fonti di vitamine e minerali che meglio agiscono come antiossidanti e che contrastano gli effetti venefici delle micropolveri inquinanti. Zinco, Rame, Manganese, Selenio, Vitamina C, Coenzima Q10, Glutatione, Picnogenolo, Vitamina E sono tra le sostanze più diffuse ed attive
(fonte: Adria e Eurosalus).
Noi Verdi della Provincia di Varese facciamo nostre queste proposte degli "Amici della terra" e le proponiamo alle nostre amministrazioni cittadine sperando che i nostri amministratori tirino finalmente fuori il "coraggio" di intervenire nel concreto delle azioni.
Proposte anti-smog: cosa dovrebbero fare le Amministrazioni pubbliche:
Progettare e costruire i necessari parcheggi di corrispondenza ed
interscambio per mantenere le auto fuori dalle città.
Mezzi di trasporto pubblici e treni attrezzati per il trasporto delle
biciclette.
Raggiungere i livelli medi europei di chilometri di piste
ciclabili.
Aumento dell’efficienza, della frequenza della rete di trasporto pubblica. Divieto assoluto di circolazione nell’area urbana fino alle estreme circonvallazioni di camion, tir, autoarticolati – fuorchè un di’ a settimana.
Incentivi e contributi all’acquisto di veicoli elettrici.
Sostituzione del parco autobus ed auto pubblici con veicoli non inquinanti. Incentivi all’utilizzo ed alla diffusione del biodiesel, della propulsione a olio di colza e bio etanolo.
Diversificazione e scaglionamento degli orari di lavoro nelle grandi città; Pedonalizzazione spinta, graduale aumento delle isole ambientali.
Ticket per i mezzi più inquinanti e targhe alterne nei casi di emergenza smog. Reti di teleriscaldamento, abbandono delle caldaiette, incentivi al solare ed al fotovoltaico.
Fonti rinnovabili e non fossili di energia, efficienza energetica, regolamenti di bio-edilizia (con impiego di asfalti e vernici fotocatalitiche "mangia smog")"
Franco Borrello, coordinatore provinciale dei Verdi della Provincia di Varese
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