Uno slogan nato a Varese
"Ci hanno preso per il mulo" nasce da un'idea e porta una firma. Indovinate di chi?
"Ci hanno preso per il mulo". Che la comunicazione di una categoria come quella degli artigiani sia diretta e concreta non è una novità. Ma forse non tutti sanno che lo slogan adottato ieri, sabato 25 novembre, nella manifestazione di Rho-Pero e rimabalzata in tutta Italia, è partito proprio da Varese.
E come ogni messaggio "pubblicitario" che si rispetti e che colpisce dritto l’obiettivo, anche questo ha una firma. Una doppia firma, diciamo, quella dell’agenzia che lo ha materialmente realizzato e quello di chi ha avuto l’idea: Marino Bergamaschi, il direttore dell’Associazione Artigiani di via Milano.
Bergamaschi non è nuovo"del settore": da sempre il direttore dell’Associazione è convinto che lo studio di messaggi provocatori sia alla base di una comunicazione efficace.
Qualche anno fa era partita una campagna pubblicitaria a colpi di slogan con "doppio significato" (magari un po’ meno diretti di quest’ultimo, ma comunque altrettanto curiosi) uno tra tutti "Per crescere meglio, usateci regolarmente" come immagine un inaffiatoio gigante e una piccola piantina.
"Ci hanno preso per il mulo" (sottotitolo: la legge finanziaria 2007 fatta sulle nostre spalle per caricarci sopra un peso insostenibile) è piaciuto anche ai vertici nazionali di Confartigianto i quali hanno deciso di adottarlo come slogan della manifestazione.
E la maglietta portata dagli artigiani in segno di protesta è finita su tutti i giornali nazionali.
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