Internet è comunista
Ma davvero è possibile un dialogo tra la sinistra e la Lega Nord? Tra i “comunisti” e i “razzisti”? Vera o no l’ipotesi che circola in questi giorni sui giornali, non sarà tanto facile dall’una e dall’altra parte spiegare il perchè di una luna di miele tra quanti per anni sono stati chiamati a rispondere dei crimini staliniani e quelli che definiscono gli africani “bingo bongo”. I vertici si ritroveranno anche fianco a fianco alla buvette di Montecitorio, ma andatelo a spiegare alla base che gli avversari (avversari per dna politico e culturale) di ieri possono diventare gli utili alleati di domani.
RIPETENTI – Dunque non accadrà che gli immigrati di Varese avranno un “diritto di tribuna” all’interno del consiglio comunale attraverso la nomina di due loro rappresentanti senza possibilità di voto. La Casa delle Libertà si è messa di traverso bocciando senza possibilità d’appello la proposta partita dalla Margherita. Quale e quanta sia l’arretratezza culturale che trasuda da quel “niet” lo dimostrano le decine di iniziative che quotidianamente partono dalla società civile varesina (volontariato, aziende, circoli culturali e così via), tutte rivolte a favorire l’inserimento, l’inclusione degli stranieri nella nostra vita quotidiana. E invece i partiti che governano la città hanno ancora una volta preferito rivolgersi ai bassi istinti, alle paure dell’uomo qualunque per fare cassetta elettorale. La ciliegina sulla torta ce l’ha messa un noto leader politico nazionale che due giorni fa ai quotidiani ha dichiarato: “Sono maturi i tempi per cui agli extracomunitari venga concesso il diritto di voto”. Quell’uomo si chiama Gianfranco Fini, di mestiere fa il presidente di Alleanza Nazionale.
LO STATO DELLE COSE – Detto questo, in provincia di Varese, nell’ultima settimana è accaduto quanto segue: 22 operai bulgari clandestini, che costituivano l’intera forza lavoro di un’azienda di Caronno Varesino, saranno espulsi. Erano stati promessi loro tre euro l’ora (senza orario prestabilito) che nella maggior parte dei casi non hanno mai percepito. Due giorni prima tre muratori albanesi, in nero (ça va sans dire), erano stati scoperti a lavorare su ponteggi traballanti e tenuti assieme con lo sputo. Questo tanto per chiarire le idee a quelli che parlano degli stranieri come “ospiti”. A casa nostra l’ospite si accomoda in salotto e gli viene servito un drink, non deve essere costretto a lavorare a suon di mazzate. Ci sarebbe poi l’episodio delle molotov tirate in casa di alcuni nigeriani nel cuore della notte, episodio liquidato come “lite di cortile”. Come se dare fuoco ai locali dove dorme, tra gli altri, un bimbo di cinque anni, fosse il normale esito di una discussione sulle spese di portineria.
LEFT BUG – Mai fidarsi di quel pericolo strumento della sovversione comunista che è internet. Per un errore informatico, una serie di messaggi destinati a circolare all’interno di dirigenti di Forza Italia di Varese, è approdato a indirizzi di posta elettronica indesiderati. Si è così scoperto che i sette commissari (sette! Una roba che neanche al tempo delle correnti dc) nominati d’imperio per reggere il partito nel Varesotto non hanno accontentato tutti i pretendenti. La cosa è divertente specie in rapporto al peso e al contributo che di questi tempi il partito di maggioranza relativa in provincia di Varese sta dando al dibattito politico: zero assoluto. Dal giorno delle elezioni a Varese non si annovera un a proposta, una presa di posizione, una iniziativa che non sia improntata allo slogan “abbasso Prodi”. Parliamo, purtroppo per tutti noi, della formazione politica alla quale si è affidata la maggioranza dei varesini e che in questo modo sta semplicemente abdicando al suo ruolo di leadership locale. Forza Italia? Non pervenuta,. Non giudicabile, non entrata. Chiamate quelli di “Chi l’ha visto?”.
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