L’ospedale deve tornare al suo splendore
Il centrosinistra si mobilita in Valceresio per difendere l'ospedale di Cuasso minacciato anche dalla concorrenza privata in campo riabilitativo
L’ospedale di Cuasso
è in pericolo? Il centrosinistra ne è profondamente convinto, tanto da
mobilitarsi per accrescere l’attenzione dell’opinione pubblica e delle
autorità locali.
Negli ultimi anni, in vero, le notizie sul suo
futuro sono state contrastanti: si investe, si ridimensiona, si
accorpa, si rilancia. Insomma, di tutto e di più con scarsi segnali
concreti.
L’ultima
tornata di "accreditamenti" da parte della Regione Lombardia in tema di
riabilitazione ha fatto tornare alta l’adrenalina: lo scorso anno si
sono aperti ben 150 posti letto di riablitazione in provincia,
tutti nel privato, una concorrenza contro cui, dicono i sostenitori
della campagna di mobilitazione, il pubblico, con i suoi vincoli di
bilancio e i suoi legacci, può ben poco.
Dai 227 posti letto del 1996, siamo passati ai 78 di oggi,
sempre suddivisi tra i tre reparti di medicina, pneumologia e
cardiologia. Quando i lavori di ristrutturazione saranno ultimati ci
saranno 29 posti letto di riabilitazione geriatrica e generale che nulla hanno a che fare con l’alta specializzazione raggiunta dal presidio di Cuasso.
Attualmente
sono in corso i lavori di ristrutturazione del padiglione centrale,
un’opera del valore di 3 milioni di euro che venne deciso con l’ex
direttore Lucchina: «Senza un’adeguata formazione del personale e senza
tecnologie all’altezza come si può pretendere che questo ospedale
mantenga il suo livello qualitativo?» commentano i promotori
dell’inziativa.
Nei prossimi giorni, in tutti i comuni della Valceresio
( ad eccezione di quelli in cui si vota) i rappresentanti del
centrosinistra si presenteranno in sedute pubbliche per spiegare la
situazione: le ricchezze perdute, le potenzialità ridotte, le minacce
concrete, fino all’indicazione della via da seguire per arrivare ad un
vero ed effettivo rilancio. Tra le richieste: il potenziamento della
diagnostica per immagini, del laboratorio d’analisi e della
specialistica ambulatoriale in considerazione del nuovo volume di
attività ospedaliera e anche del bacino d’utenza di 50.000 abitanti
della valle. Tra i punti da sostenere anche il potenziamento del poliambulatorio di Arcisate che, dopo mesi di lavori di ristrutturazione, presenta lacune e manca di un effettivo collegamento con l’azienda ospedaliera.
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