Inceneritore, le ragioni del no
Fulvio Fagiani commenta le sue impressioni sulle ultime dichiarazioni rilasciate dal presidente della Provincia
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Le ultime dichiarazioni rilasciate dal presidente della provincia Ferrario hanno risollevato il polverone sopitosi negli ultimi mesi, in seguito al congelamento della decisione di localizzare il secondo termodistruttore di Varese a Caronno Corbellaro. La recente pubblicazione dei dati sulla situazione dei rifiuti nella provincia, aumentati in produzione, aveva portato Ferrario a riportare all’attenzione di tutti la necessità di costruire un altro inceneritore. Queste affermazioni della provincia hanno subito mobilitato tutti gli esponenti he da mesi lottano contro la costruzione della struttura: secondo il coordinatore del comitato spontaneo contro l’inceneritore Mauro Cereda “si tratta di una soluzione pigra e facile”. La raccolta differenziata è aumentata di poco e Varese e Gallarate sono risultati essere i comuni più in difficoltà da questo punto di vista. “Sono i grossi centri urbani che hanno bisogno di una nuova educazione sull’argomento” prosegue Fulvio Fagiani, presidente del coordinamento varesino per la gestione dei rifiuti: “Va approfondito il motivo della crescita dei rifiuti e mossa una campagna di sensibilizzazione in questa direzione”.
La conferenza stampa di Ferrario e Brovelli prelude a decisioni imminenti sul secondo inceneritore?
Cosa potrebbe rispondere la Regione alle sollecitazioni della Provincia di Varese? Che relazione ha il progetto Adamoli con la revisione della legge regionale sui rifiuti?
Fin qui la Regione, ma che ruolo può giocare la Provincia?
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