Una via intitolata a Fabrizio Quattrocchi

A chiederla il coordinatore di Alleanza Nazionale del collegio 6 di Samarate, Giorgio Svezia, per: “Il suo comportamento e le sue ultime parole che ne testimoniano la fiera dignità di cittadino italiano”

Riceviamo e pubblichiamo

Egregi Signori,

il 14 aprile del 2004 veniva ucciso a sangue freddo in Iraq Fabrizio Quattrocchi dopo esser stato sequestrato da ignoti criminali insieme ad altri tre colleghi, Umberto Cupertino, Maurizio Agliana, Salvatore Stefio. Il filmato dell’uccisione di Quattrocchi, in accordo con i familiari, è stato mandato in onda dai telegiornali nazionali italiani il 9 gennaio 2006, dopo una prima emissione effettuata dalla rete televisiva Al Jazeera subito dopo l’assassinio. Il video mostra Quattrocchi in evidente condizione di prigioniero, nell’impossibilità di difendersi o reagire, accovacciato in una buca, con il viso coperto dal tipico copricapo arabo-palestinese denominato “kefiah”, con le mani legate, circondato dai suoi sequestratori-assassini, che lo minacciano con le armi prima di sparargli. Prima di essere ucciso, Fabrizio Quattrocchi chiede di poter levare la “kefiah”, ma riceve un rifiuto, e subito dopo dice, come estreme parole: “Vi faccio vedere come muore un italiano”. Nel filmato, l’uccisione di Fabrizio Quattrocchi appare come una barbara e feroce esecuzione durante la quale i suoi assassini sparano senza mostrare alcuno scrupolo. La vittima dell’esecuzione, chiedendo di poter levarsi dagli occhi la “kefiah”, dimostra di non aver alcuna paura a guardare negli occhi i suoi carnefici affrontando un destino che gli appare ormai chiaro. Le quattro guardie del corpo italiane avevano volontariamente, liberamente e consapevolmente scelto di mettere a rischio la vita svolgendo il loro lavoro in un Paese in cui l’ordine pubblico era praticamente assente ed i rischi per l’incolumità altissimi come opportunità per la loro carriera e anche come buona occasione di guadagno, che avrebbe sicuramente aperto loro molte opportunità una volta rientrati in Italia. Le quattro guardie del corpo italiane avevano fino a quel giorno operato per garantire il controllo dell’ordine pubblico e la regolare ripresa delle attività in un Paese martoriato dalla guerra. Nonostante la loro attività li mettesse ogni giorno a rischio della vita, come è poi effettivamente, e purtroppo, accaduto, Quattrocchi e i suoi colleghi sono stati additati nel nostro Paese da alcuni ambienti della sinistra come mercenari e guerrafondai e lui stesso, secondo le notizie giunte dall’Iraq, sarebbe stato ucciso perché arbitrariamente ritenuto una spia. Ai funerali di Quattrocchi che si sono tenuti nella sua città d’origine, Genova, nonostante l’estrema gravità di quanto accaduto, il sindaco non ha nemmeno partecipato. Le ultime parole pronunciate da Fabrizio Quattrocchi testimoniano il suo grandissimo coraggio e la sua fiera dignità di cittadino italiano, che nel momento in cui si trova a dover affrontare la morte dedica un estremo pensiero al suo Paese come altri hanno fatto prima di lui nella storia italiana ottenendo la qualifica di “eroi”. La Giunta di Samarate, in nome della partecipazione, ha invitato ogni cittadino a presentare, entro il 15 gennaio, nuove proposte per la futura intitolazione della Via che collegherà Via Borsi a Via Ercole Ferrario. Consapevole che verrà data particolare attenzione a nomi di persone, eventi, valori ed istituzioni rilevanti per la storia locale (quindi samaratese), sono ugualmente a sottoporre alla Vostra attenzione la proposta d’intitolazione di una via o una piazza cittadina alla memoria di un italiano esemplare, vittima di un barbaro e cinico terrorismo, che ha saputo affrontare con estrema dignità la morte, in onore della sua fiera dignità di italiano, nel nome del nostro Paese e del Tricolore.

· “Fabrizio Quattrocchi, 14 aprile 2004”, giorno della sua esecuzione.

Giorgio Svezia

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Pubblicato il 12 Gennaio 2006
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