Concimaia a cielo aperto. I cittadini: è insopportabile

Per l'Asl è tutto a posto, gli abitanti invece vogliono altri controlli

"Vogliamo che sia al più presto fatto qualcosa. Che la concimaia sia messa a norme, al chiuso e con delle regolamentari vasche di raccolta sigillate". È quello che chiedono un gruppo di cittadini della zona di Via Fondo Campagna, al confine con i comuni di Castiglione Olona e Venegono Superiore, nel territorio di Vedano Olona. Si tratta di una zona, dove vi sono alcune villette e dove, da generazioni, lavora una stalla con circa 150 mucche da latte di proprietà dell’Azienda Agricola Valmadre. La questione va avanti ormai da molti anni, ma i cittadini ultimamente stanno puntando i piedi soprattutto per l’ultimo resoconto scritto dell’Asl datato 24 luglio 2001 e avvenuto in seguito a un esposto presentato alla Procura delle Repubblica da parte degli 11 cittadini. Nel documento dell’azienda sanitaria si dice "che la situazione è da ritenersi sotto controllo, non riscontrandosi nè odori particolarmente fastidiosi, nè presenza di liquami o raccolta di acque stagnanti e maleodoranti".

"Quale situazione? E cosa Vuol dire sotto controllo?" chiede deciso Muzio Giovanni Verderio, rappresentante delle famiglie confinanti con l’azienda agricola. La diatriba risale al 1997, quando gli stessi residenti chiesero all’Asl di Varese di effettuare dei sopraluoghi. Sopraluoghi che furono effettuati e, in seguito ai quali, il comune di Vedano Olona emise un’ordinanza che impegnava l’azienda a effettuare "l’immediata esecuzione dei lavori edili, atti a evitare la fuoriuscita di liquame e materiale maleodorante; a liberare dall’intasamento la condotta dei liquami alla vasca di raccolta interrata, a mantenere migliori condizioni igieniche nell’area di passaggio degli animali per il raggiungimento della zona di mungitura".

"Dopo tale ordinanza – spiega Vergerio – l’unica cosa che è stata fatta è un fosso, che corre di fianco alla strada, che ha la funzionalità di scaricare i liquami nel terreno di fronte alla stalla che è sempre di proprietà della Valmadre". Il rappresentante dei cittadini spiega poi che sotto questo terreno c’è il torrente Zocca la cui acqua finisce direttamente nel fiume Olona. Tale torrente fu interrato dal comune di Venegono Superiore qualche anno fa perchè allagava la strada; inoltre, adesso si trova a stretto contatto con il terreno inquinato. Secondo Vergerio "questa concimaia provoca: miasmi continui e insopportabili; liquami sulla strada e scarichi abusivi. Quando piove, questi scarichi, creano una vera e propria palude di liquami in quel terreno. Il resoconto dell’Asl è stato fatto un po’ all’acqua di rose, in contraddizione con i precedenti sopralluoghi: non vengono citate le leggi e, definendo la "quantità fisiologica presente nella concimaia limitata a pochi giorni", non specificano per quale quantitativo dei capi sia considerata "limitata".

Cosa risponde l’amministrazione comunale a queste lamentele? "Ci dicono di essere in attesa che venga presentato il nuovo progetto per sistemare tutto. Ma sono ormai due anni che attendiamo – prosegue Vergerio – Tant’è che mi viene da fare un’illazione: il responsabile del distretto sanitario dell’Asl, Danilo Pinza, ha rapporti continui di lavoro, più che leciti, con Giacomo Valmadre, in quanto Valmadre era presidente degli allevatori di Varese. C’è sempre stato un tentativo di sanare bonariamente la faccenda".

Per tentare di risolvere la questione, secondo il rappresentante dei cittadini, si può solo ricorrere a una grossa operazione legale: "Quella concimaia dovrebbe essere messa a cielo chiuso, con vasche di raccolta sigillate e, soprattutto, non ci deve essere scarico a cielo aperto, come invece avviene regolarmente. Vi sono numerose normative che danno queste direttive per le concimaie situate in prossimità dei centri abitati. Se non vi sarà molto presto una messa a regime dell’attuale concimaia, agiremo per via legale, se non altro per chiedere i danni: è due anni che tentiamo di vendere la nostra casa e già due agenzie ci hanno risposto, con lettera scritta, che molti sono stati gli interessati all’acquisto, ma tutti si sono ritirati per l’attuale situazione ambientale che stiamo vivendo"

 

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Pubblicato il 13 Dicembre 2001
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