«Viaggiare apre la mente»
L’esperienza di tre ragazze del quinto anno che hanno trascorso due settimane in Giappone

Guendalina Callegari, Clizia Stamilla e Patrizia Toniolo (foto)hanno deciso a giugno del 2005 di partecipare al bando proposto dal loro istituto per un viaggio di due settimane in Giappone per partecipare al World School Forum.
I requisiti, stabiliti in base alla media, ci sono e a settembre arriva la comunicazione: saranno loro a rappresentare l’Itc Tosi al programma organizzato da 21 scuole di tutto il mondo.
La meta scelta per il 2005 è, appunto, il Giappone e il tema attorno a cui si sono concentrate le due settimane di lavoro preparatorio è stato la comunicazione, Media Literacy in 21° century.
Finalmente, dopo un periodo di preparazione con l’aiuto della docente di tedesco, che le ha anche accompagnate nel viaggio, il 23 ottobre arriva il giorno della partenza.
«La tensione era tanta – ci raccontano -. Non era facile pensare di ritrovarsi in un paese così lontano e diverso dal nostro in mezzo a circa sessanta ragazzi provenienti da tutto il mondo. All’inizio abbiamo trovato delle difficoltà, soprattutto con la lingua perché alcuni dei nostri compagni erano madrelingua e avevano maggior padronanza dell’inglese. In cinque giorni però tutto è passato e anche il fatto di non dormire o essere in gruppo fra noi ma solo con ragazzi di altre nazionalità si è dimostrata un’esperienza positiva».
Varie le attività che i sessanta studenti hanno svolto nei quindici giorni di permanenza in Giappone. «I primi giorni siamo stati in un campus in una paese del Giappone a abbiamo iniziato a lavorare sul tema della pubblicità e della comunicazione. Ci siamo poi spostati a Tokyo, ospiti in famiglia, per lo School Festival organizzato dall’istituto privato giapponese che ospitava quest’anno il progetto – sui 21 partecipanti, solo tre erano istituti pubblici come l’Itc -. Abbiamo allestito uno stand e mostrato agli altri i lavori che avevamo già prodotto a casa, per far conoscere il nostro Istituto e gli usi del nostro Paese. Uno dei compiti era, fra gli altri, quello di presentare un ballo italiano: abbiamo scelto la Tarantella e ci hanno chiesto tre volte il bis!».
Dopo l’esperienza nella capitale giapponese, c’è stato il ritorno al campus e la fine del lavori: divisi in gruppo, i ragazzi hanno tenuto ai compagni una sorta di lezione su un tema assegnato.
Il viaggio si è concluso con una festa, la consegna di un attestato e, a ricordo dell’esperienza, gli studenti hanno piantato una magnolia. Intanto, per chi verrà l’anno prossimo, l’appuntamento è in Australia con il tema dell’ambiente.
«Nonostante le difficoltà, è stata un’esperienza unica – raccontano Guendalina, Clizia e Patrizia -. Avevamo già fatto in passato degli scambi culturali: sono momenti formativi importanti che ti permettono di conoscere paesi nuovi, famiglie con usi e costumi completamente diversi. Puoi non apprezzare un paese o il suo stile di vita, ma intanto hai avuto l’opportunità di conoscerlo. Tokyo ad esempio è una città troppo frenetica e i giapponesi sono davvero maniacali per il rispetto degli orari, ma sono il popolo più ospitale che abbiamo mai conosciuto. Uscire dalla tua quotidianità apre la mente e insegna a non avere pregiudizi e ad accettare in uguale modo tutti i popoli. Permette si scoprire che fuori ci sono realtà che vale la pene di conoscere, mentre è sbagliato, soprattutto per ragazzi giovani come noi, costruire dei muri ideali attorno al proprio piccolo mondo».
Nessun problema quindi, se il futuro riserverà studi o lavoro all’estero?. «Assolutamente no, anzi. In Giappone c’erano dei ragazzi sudafricani che ci hanno fatto amare la loro terra. Il Sudafrica, al momento, è la prossima meta che speriamo di raggiungere».
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