La guerra americana tra terrorismo e paura
Il nuovo film di Spielberg, spettacolare e anche politico, rimane poco incisivo
Abbandonare l’idea del superuomo americano che salva il mondo, soprattutto se l’operazione riguarda un blockbuster come La guerra dei mondi, non era un’operazione semplice. Steven Spielberg e Tom Cruise ci provano e in parte ci riescono, spendono milioni di dollari, ma il risultato è particolarmente insipido. Buona la confezione, soprattutto la prima parte ricca di tensione come le vecchie opere del regista di Duel, deludente la seconda parte, con colpi di scena semplici e prevedibili e una crescita del personaggio fin troppo scontata.
L’idea di creare un film fantascientifico, ma che fosse anche intimista, ovvero che guardasse più all’uomo che al dispiegamento di mezzi, non è nuova. E soprattutto qualcun altro aveva preso questa strada in un passato piuttosto recente. Infatti La guerra dei mondi deve molto al finora sottovalutato Signs di M. Night Shylaman, dove gli alieni non si vedono mai e la tensione, tutta all’interno di uno scantinato, è veramente giocata in maniera magistrale.
Peccato che La guerra dei mondi voglia mostrare troppo. Così facendo fa crollare spesso la tensione andando a soddisfare una curiosità morbosa dello spettatore che al momento si sente tranquillizzato, ma poi rimane deluso.
Spielberg sembra rimanere spesso indeciso se adottare un registro fantascientifico, horror o intimista. Cerca di creare un miscuglio, ma non prende mai una direzione effettiva. Mentre con E.T. scelse il punto di vista del bambino per raccontare l’indifferenza degli adulti e con Incontri ravvicinati del terzo tipo diede una svolta guardando all’umanità degli alieni, ne La guerra dei mondi sembra voglia fin troppo esplicitamente puntare il dito contro il terrorismo, e non in maniera velata, senza sottotesto, tanto che battute come “sono i terroristi” si sprecano.
Guando H.G. Wells scrisse La guerra dei mondi alla fine dell’’800, l’autore voleva puntare il dito contro la politica colonialista inglese; Orson Wells nel ’39 aveva Hitler che stava invadendo l’Europa; il film degli anni ’50 evidenziava la paura degli americani per l’invasione del comunismo. Oggi ci sono i terroristi islamici e un punto davvero alto di critica nei confronti dell’atteggiamento americano è presente nella seconda parta con un fanatico e impazzito Tim Robbins.
Nel complesso La guerra dei mondi si può definire un blockbuster più intelligente di altri, ma sicuramente non è uno dei migliori film di Spielberg.
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