La storia d’Italia raccontata da Fabrizio De André

Grande successo a Librando per la serata dedicata al cantautore genovese

Fabrizio De André diceva che le cose piccole hanno bisogno di grande attenzione. La stessa che Giorgio Olmoti,  autore di "Fabrizio De André. Una musica per i dannati" (Ricordi), ha dedicato a Samarate e alla prima edizione di Librando.
Lui la buona novella l’ha portata per quasi due ore ad almeno 120 persone, accompagnato dalla voce e dalla chitarra del bravo Mario Congiu. Parole e musica «non per celebrare il cantautore genovese» – ha specificato l’autore del libro – ma per raccontare l’Italia degli italiani attraverso le emozioni e le assonanze culturali racchiuse nelle sue canzoni. 

Olmoti con abilità cala De André nella storia. Le sue canzoni sono intuizioni geniali e provocatorie. Vere premonizioni artistiche, come l’uso del dialetto, sperimentato nella letteratura da Gadda e Pasolini, ma mai fino a quel momento tra le sette note popolari. Nei testi di De André si trova il passato ed anche il futuro di un’Italia piccolo-borghese, c’è la ribellione non omologata, come  quella di "Bocca di Rosa". Una passione non compresa, perché  lei non lo faceva né per noia né per professsione.  «Ogni volta che sono in autostrada  – racconta l’autore – e vedo l’uscita di Sant’ Ilario non posso fare a meno di fermarmi. Mi prende uno struggimento allo stomaco. Pensate che di recente i carabinieri hanno chiamato "Bocca di Rosa" un’operazione contro la prostituzione, condotta nel paesino di Cornate. Se De André fosse stato ancora vivo avrebbe scritto un’altra canzone».

Il boom economico, il neorealismo, la rivoluzione sessuale, il Sessantotto e la morale cattolica. La storia che racconta Olmoti ha sempre il contrappunto musicale di Congiu: "Bocca di Rosa", "Verranno a chiederti del nostro amore",  "Il testamento di Tito". Non è un concerto e, nonostante le lusinghe del pubblico, il duo non cede. Si va avanti con il racconto perché c’è una logica in tutto questo. Olmoti legge un passo di "Lettera a una professoressa" di don Lorenzo Milani. Tutto torna, perché De Andrè sta dalla parte dei dannati, esattamente come il priore di Babiana sta dalla parte degli ultimi. La stessa battaglia per una stessa verità, quella custodita dalle anime salve. È questo ciò che affascina del loro messaggio: due borghesi ricchi e benestanti che cedono il loro legittimo egoismo in cambio di giustizia e verità.
Su piazza Italia alle 23 sfrecciano ancora i boeing diretti a Malpensa e qualche zanzara di troppo. La gente non molla: canta e recita i testi come se niente fosse. È tardi, ma i bambini non protestano con le mamme. Si siedono per terra, incantati ad aspettare un bis di Congiu (l’unico) che arriva puntuale.
L’ennesimo miracolo di Faber.

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Pubblicato il 22 Giugno 2005
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