DS: ecco perchè vi invitiamo a votare
Tutti i venerdì i Democratici di Sinistra sono in piazza per spiegare le ragioni del sì
Riceviamo e pubblichiamo
I Democratici di Sinistra di Gavirate sono impegnati nella campagna a sostegno dei Referendum del 12 e 13 giugno. Saremo in Piazza tutti i venerdì. Noi inviteremo tutti i cittadini ad andare a votare. E, sui quesiti referendari, a votare quattro volte sì.
Siamo consci che la Costituzione prevede anche la scelta legittima dell’astensione. Riteniamo, però, che in questa tornata referendaria la possibilità dell’astensione sia stata utilizzata per fini al di fuori di ogni reale questione di coscienza, ma solo per ragioni elettoralistiche.
Ne è la dimostrazione il fatto che molte iniziative dirette a sostenere il non voto sfruttano, non tanto un fine ragionamento legato alla morale in sé, ma l’ "ipse dixit" della Chiesa cattolica sullo "status" degli embrioni e, pertanto, facciano buon viso a cattiva sorte.
E’ nostra opinione che i promotori dell’astensione, in questo caso, abbiano commesso un errore ed un peccato.
L’errore sta nel fatto di voler strumentalizzare la fede cattolica e ritenerla una questione più "pubblica" che "privata". Non si rendono conto che facendo venir meno il quorum imporrebbero le "Leggi di Dio" anche a chi cattolico non è.
Un movimento politico, anche se si definisce cattolico, se è realmente rispettoso della Costituzione e del principio della laicità dello Stato, oggi, dopo il contributo "culturale" della Chiesa e l’invito di quest’ultima a non votare i referendum, difenderebbe gli interessi dello Stato ed inviterebbe i cittadini ad andare a votare e a votare o si o no.
Il peccato che addebitiamo agli "astensionisti" e legato alla visione della donna e del feto che emerge attualmente dalla Legge 40. Far mancare il quorum e mantenere la legge così com’è in attesa di futuribili modifiche significa, per dirla con le parole del Prof. Veronesi, "tutelare più gli ammassi di cellule che la donna o i feti veri e propri". Per la difesa delle questioni di fede si impone alla donna portatrice di malattie genetiche ereditarie di impiantare anche gli embrioni malati che, nel caso in cui venissero fecondati, comporterebbero, poi, la scelta per la stessa di effettuare o meno un’interruzione volontaria di gravidanza. Questo vuol dire uccidere due volte: la speranza di avere un figlio sano e la speranza di una vita che non sarà mai.
Ma i referendum riguardano anche la ricerca e la possibilità di trovare nuove cure a malattie gravissime. Anche qui, è la speranza di vivere una vita decente che verrà a mancare.
Astenersi il 12 e 13 giugno, pertanto, non rappresenterà solo una opzione diversa tra il "si" od il "no". Astenersi significherà rinunciare ad una possibilità democratica di cambiamento.
Astenersi vorrà dire: "me ne frego".
Il Segretario DS
Marco Tuozzo
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