Teatro Apollonio: è boom di presenze

Il 20 per cento di spettatori in più rispetto alla passata stagione. Bene musical e cabaret, ma è l’operetta la vera sorpresa. Il bilancio di fine stagione del direttore Filippo De Santis

Sorride Filippo De Santis, direttore del Teatro Apollonio di Varese. Il motivo di questo ottimismo sta in un numero: 4.000, ovvero il numero di spettatori in più rispetto alla passata stagione. Un aumento netto del 20 per cento. Si è passati, infatti, da 20.306 spettatori a 24.300, con una media di 748 presenze a spettacolo. Secondo De Santis, questo successo di pubblico, nella stagione appena terminata, ha una duplice lettura, in parte attribuibile alla buona programmazione e in parte alla particolarità del pubblico varesino.

De Santis, iniziamo dal pubblico varesino, perché è così particolare?
«In questa stagione abbiamo assistito alla caccia al biglietto. La gente non ha risposto alla campagna abbonamenti, come ci aspettavamo, circa cento abbonati per ogni genere, dal cabaret al musical. Non c’è l’abitudine all’abbonamento e a pensare al teatro nel lungo periodo, con tutte le agevolazioni che comporta, compreso il fatto che l’abbonamento puo’ essere usato da più persone in famiglia. Nonostante ciò abbiamo tenuto una media di spettatori sorprendente».

Qual è stata la  vera sorpresa della stagione?
«L’operetta, senza dubbio. È il genere che ha avuto più abbonati e un pubblico molto affezionato, che ha partecipato anche ad alcune serate di approfondimento sul genere con Bruno Belli. Il cabaret ha fatto registrare spesso il tutto esaurito. Bene il musical e anche il balletto, che a Varese è graditissimo e sempre molto atteso. Il record di pubblico lo detiene lo spettacolo di Antonio Cornacchione con 1189 presenze, l’ultimo della stagione. Quello andato peggio ha avuto 176 spettatori. Ci sono poi spettacoli che forse meritavano di più come il musical “I Love you”».

Come si fa una buona programmazione?
«Beh, quando il direttore artistico è uno come Gianmario Longoni si lavora con tranquillità perché lui arriva dove gli altri fanno fatica. È un po’ un apripista per Varese e una garanzia per gli artisti, alcuni dei quali non verrebbero mai in provincia. La cosa bella per noi è che quasi  tutti ritornano perché sperimentano la buona qualità della struttura, la gestione e la presenza di un pubblico di tutto rispetto».

Un esempio?
«Teo Teocoli. Non è così facile avere un suo spettacolo in programma. Mi hanno chiamato da altri teatri chiedendomi come facevamo ad averlo. Avere Longoni significa lavorare con artisti di livello, in un grande circuito, visto che gestisce le stagioni di grandi teatri in tutta Italia , e con certi standard qualitativi».

Qual è l’artista che più l’ha colpita?
«Enrico Bertolino che ha avuto il coraggio di portare in scena uno spettacolo ben lontano dal suo cliché televisivo. Mi ha colpito la sua voglia di confronto e anche la sua umiltà. Quando sono andato nel camerino mi ha chiesto cosa pensassi dello spettacolo».

Novità per la prossima stagione?
«Vorremmo prolungare la stagione fino a giugno. Il numero degli spettacoli in cartellone passerà da 28 a 30. Aumenteremo le repliche, due o forse tre per i musical e per alcuni spettacoli, come quello dei Legnanesi, che hanno fatto il tutto esaurito. Cercheremo di aumentare le serate per il balletto in previsione anche di un aumento degli abbonamenti. Pensiamo a nomi come Antonio Albanese, Paola Cortellesi, Lella Costa, Paolo Rossi, Ale e Franz. Per le conferme ci risentiamo ad ottobre».

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Pubblicato il 19 Maggio 2005
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