Manca la strada, “sovrattassa” per ritirare i rifiuti
A oltre due anni dallo smottamento che ha distrutto la statale continuano i problemi per gli abitanti del piccolo paese. Il sindaco: «la Provincia non ci aiuta»
La raccolta dei rifiuti costerà ai cittadini di Cremenaga 12 mila euro in più all’anno. Motivo: troppo lungo il giro che i mezzi della ditta che si occupa della raccolta deve fare per raggiungere lo "sfortunato" paese, ancora semi isolato dopo la frana di due anni fa: in termini economici questo si traduce in un aumento dei costi.
Dodici mila euro in più all’anno, per l’esattezza, che dovrebbero pesare sulle spalle dei contribuenti.
A denunciare la situazione, che graverà sulle già provate finanze del paesino, il sindaco Mario Della Peruta, che dice no a questa situazione e rilancia: «se la Provincia non provvederà ad ammortizzare quei costi supplementari dovuti alla strada bloccata, e di sua competenza, non ratificheremo la convenzione sulla gestione integrata delle acque Ato (Ambito territoriale ottimale)». «Paghiamo il prezzo del semi-isolamento ogni giorno e questo lo abbiamo fatto in silenzio per due anni – dice Della Peruta – aspettando buoni buoni che la Provincia si impegnasse per la strada e la Regione per la sistemazione della montagna; ora invece ci tocca includere nel prezzo anche l’aumento del costo dello smaltimento dei rifiuti sproporzionato rispetto ad un normale aumento Istat». Che succederà ora? «Chiederemo a tutti i comuni montani di non ratificare l’Ato in segno di protesta – continua un combattivo Della Peruta – perchè se ci facciamo rubare anche l’acqua non ci rimane più niente».
La risposta della Provincia è nelle parole dell’assessore alla
tutela ambientale della Provincia di Varese Francesco Pintus che replica alle affermazioni di Della Peruta: «Siamo a conoscenza del problema del comune di Cremenaga e siamo coscienti dei gravi disagi che devono sopportare i suoi abitanti ma noi, come Provincia, non disponiamo degli strumenti necessari a dare questo tipo di aiuto economico anche se abbiamo cercato con altre società che fanno lo stesso servizio di accordarci per costi minori ma nessuno ci ha potuto assicurare questo».
Una risposta che Della Peruta si è già sentito rivolgere dall’assessore Pintus ma che non lo soddisfa: «L’assessore dice che non è di sua competenza ma noi vogliamo arrivare fino in fondo a costo di arrivare davanti alla Corte Costituzionale o a Bruxelles».
Per quanto riguarda la ratifica dell’Ato Pintus risponde in modo pacato ma risoluto: «Chi non ratifica l’Ato, semplicemente, ne resta fuori e non può godere dei benefici che questa convenzione può dare soprattutto ai piccoli comuni che devono, nella situazione attuale, sobbarcarsi tutti i costi di gestione della risorsa idrica». La querelle tra comune e Provincia sembra destinata a continuare almeno fino a quando la strada, interrotta dal novembre 2002, verrà ripristinata nel 2007 come hanno promesso Provincia e Regione.
Quella della "sovrattassa" sui rifiuti è solo l’ultima delle sventure capitate al piccolo paese, 600 residenti, diviso dalla Svizzera dal corso del fiume Tresa. A seguito dell’alluvione del 2002 il paese rimase isolato dall’Italia per giorni. Difficile raggiungere il paese con le ambulanze, anche nei mesi a seguire, per non parlare dei problemi, subiti soprattutto dagli anziani a spostarsi e a ricevere cure specialistiche, come le dialisi. Addirittura la diocesi di Como arrivò a cedere la parrocchia di Cremenaga a quella di Milano per la difficoltà dei parroci a raggiungere il paese.
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