Auto non catalizzate: a Milano sono il 30%
Resi pubblici i risultati di una ricerca condotta dall'Osservatorio Autopromotec. Per ridurre le emissioni nocive è fondamentale la corretta manutenzione dei veicoli
In un momento critico per i problemi legati alla qualità dell’aria, un fatto che ha costretto gli amministratori locali a ricorrere alle "domeniche a piedi", destano interesse i dati sul numero di automobili non catalizzate ancora in circolazione sulle nostre strade.
Lo studio è stato condotto dall’Osservatorio Autopromotec che è la struttura di ricerca della più importante rassegna espositiva internazionale di attrezzature e prodotti per autofficina, la cui prossima edizione si terrà nel quartiere fieristico di Bologna dal 18 al 22 maggio 2005.
Tra le grandi città del nord, il dato più preoccupante è quello di Milano, dove tre auto circolanti su dieci sono non catalizzate. La quota delle autovetture immatricolate prima del 1993 e quindi non catalizzate a Milano è pari al 29,41%, contro il 25,17% di Bologna, il 25,34% di Firenze, il 26,32% di Genova, il 28,70% di Torino, il 29,36% di Roma. Solo Palermo (41,48%) e Napoli (56,76%) vantano percentuali più elevate del capoluogo lombardo.
Nella maggior parte delle città la quota delle non catalizzate è dunque molto elevata e ciò ripropone in tutta la sua gravità il problema della qualità dell’aria in ambiente urbano dove i blocchi del traffico si rivelano piuttosto inefficaci. Per ridurre l’inquinamento occorrerebbe accelerare molto il rinnovo del parco circolante visto che negli ultimi anni l’industria automobilistica ha significativamente ridotto le emissioni inquinanti dei nuovi autoveicoli.
Dalle elaborazioni dell’Osservatorio Autopromotec su dati Unrae emerge infatti che, fatta 100 l’emissione di ossido di carbonio di una vettura a benzina immatricolata nel 1983, per un’auto immatricolata nel 1990 il livello di emissione scende a 36. Con le prime auto catalizzate Euro 1 (1993) l’indice si riduce a 13, per scendere addirittura a 3 nel 2005. Stessa dinamica anche per la riduzione dell’indice delle emissioni di idrocarburi incombustibili e di ossidi di azoto che progressivamente, dal 1983 al 2005, è sceso addirittura da 100 fino a 2. Ciò significa che per le autovetture di nuova immatricolazione dal 1983 al 2005 i livelli di emissioni inquinanti si sono ridotti del 97% per l’ossido di carbonio e del 98% per gli idrocarburi incombustibili e l’ossido di azoto.
In altri termini un’auto immatricolata nel 1983 che continua a circolare inquina mediamente come 40 auto immatricolate nel 2005, molto di più se non è stata sottoposta a regolare manutenzione.
E’ quindi del tutto evidente che la sostituzione delle auto vecchie abbatte drasticamente l’inquinamento, tuttavia essendo ancora oltre 11 milioni e 500mila le auto non catalizzate in circolazione l’operazione non è realizzabile in tempi brevi. Nell’immediato – secondo lo studio – si possono ottenere risultati significativi soltanto incentivando la corretta manutenzione dei veicoli. Questo vale naturalmente anche per le vetture catalizzate, perché gli indici della tabella si riferiscono a vetture nuove in perfetto stato di manutenzione. Occorrerebbe quindi una politica per il controllo delle emissioni e la messa a punto di tutte le vetture circolanti, qualunque sia la loro età. Il bollino blu, che aveva questa funzione, pare essere caduto nel dimenticatoio. Sarebbe quindi il caso – sostiene l’Osservatorio – di riservare maggiore attenzione, sia da parte degli automobilisti sia delle autorità preposte, a questo fondamentale controllo periodico dei gas di scarico e del rispetto dei limiti delle emissioni inquinanti delle vetture.
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