Urbanistica, Vivi Gallarate accusa: «Troppo cemento in città»

Singolare protesta di Claudio Bartoli: da mesi abbandona l'aula durante votazioni dei piani di lottizzazione

Urbanistica e 336, la lista civica Vivi Gallarate grida allo scempio e contesta la politica dell’amministrazione. L’ultimo attacco durante il consiglio comunale di lunedì’ sera. Il business della grande distribuzione non è estraneo alla variante 336: è questa la sostanza dell’offensiva politica lanciata dal consigliere di opposizione Claudio Bartoli (foto). Si tratta di una polemica vecchia che sembrava sopita dopo l’ultima approvazione della delibera di indirizzo, contrassegnata da un emendamento di maggioranza molto chiaro: non costruiremo supermercati ed ipermercati. 
La partita non sarebbe però chiusa. «La legge Bersani – spiega Bartoli – individua quattro tipologie di insediamenti commerciali: l’emendamento del sindaco ne ha di fatto eliminati due, ma rimangono ancora realizzabili le voci ‘grandi magazzini’ e ‘centri commerciali al dettaglio’».
Lo stesso sindaco Mucci, durante la seduta di approvazione della delibera sulla 336, aveva rifiutato l’accorpamento del proprio emendamento con quello presentato da Andrea Buffoni (lista Buffoni), che prevedeva l’eliminazione dei centri commerciali. «Centri commerciali e supermercati sono la stessa cosa?» aveva chiesto Buffoni. «No», era stata la risposta del primo cittadino.
Ora, Vivi Gallarate ritorna a parlare del problema. La lista civica chiedeva infatti che non venisse consentita l’apertura di negozi superiori ai 250 metri quadri e che non fosse possibile accorpare tra loro unità commerciali. Il pericolo, paventato da Bartoli, è che centri commerciali vengano accorpati tra loro, in aree contigue, aggirando di fatto la volontà espressa più volte di non danneggiare l’ossatura commerciale al dettaglio del centro città. 
Le osservazioni di Vivi Gallarate per il sindaco Nicola Mucci sono prive di fondamento. L’amministrazione ha sempre sostenuto infatti che la costruzione di uffici e centri direzionali sia impensabile senza servizi di sostegno. Mucci ha ribadito questa linea di pensiero, specificando anche che eventuali piccoli negozi commerciali non possono essere dislocati senza criterio e distanti tra loro, ma che devono invece essere collocati in una logica di fruizione da parte di lavoratori e visitatori del futuro comparto urbanistico.
L’opposizione ha sostenuto la proposta di Bartoli, che ha ricevuti i voti dell’Ulivo e della Lista Buffoni. Claudio Bartoli è convinto da tempo che la politica urbanistica del centrodestra sia fortemente negativa per la città, tanto che, da quando è stato eletto in consiglio comunale, ha abbandonato i banchi a ogni votazione di piano di lottizzazione. «Senza una variante generale di piano – spiega – ogni intervento è sbagliato e serve solo per cementificare in maniera selvaggia»

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Pubblicato il 06 Marzo 2002
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