«Un tuffo al centro del lago e subito la doccia a casa»
Giovanni Giorgetti, figlio di uno degli ultimi pescatori, non rinuncia ai tuffi. «Questo luogo fa parte di me da quando ero bambino»
L’Asl ha negato la balneabilità: troppi rischi legati ai cianobatteri, proprio quelli che in questi giorni sono i principali sospettati delle chiazze marroni nel lago di Varese.
Ma c’è chi, per cultura, che è anche storia di famiglia, non rinuncia a farsi un tuffo nelle acque del vecchio amico lago. Scordiamoci l’ingresso graduale da riva, però: Giovanni Giorgetti, 35 anni, responsabile di gestione per il FAI a Villa Panza, non è un bagnante qualsiasi. Giovanni è il figlio del “Negus”, uno degli ultimi pescatori di Cazzago Brabbia, e il bagno lo fa dalla barca, a centro lago, ben lontano da sassi e canneti, fin da quando portava i pantaloni corti.
Quando è stata l’ultima volta che ha fatto il bagno nel lago?
«Ultimo bagno…? Quest’estate, a luglio, dalla barca, al centro del lago: ovviamente solo facendo un tuffo e poi lavandomi subito a casa»
Nel corso degli ultimi anni ha notato qualche cambiamento dell’acqua?
«Negli ultimi anni ho notato un miglioramento delle condizioni delle acque fino a questa fioritura di alghe anomala e che non ho mai visto in vita mia
Ci sono altri amici che la accompagnano nei bagni?
«Di solito sono con amici in barca: non sempre, però, fanno il bagno»
Ha mai avuto problemi di salute dopo il bagno?
«Ma assolutamente no. Se penso alle volte che ci sono entrato…E a quelle in cui ci sono caduto dalla barca, a quelle in cui ci è entrato mio papà e ha messo le mani nell’acqua: dovremmo essere morti»
Cosa potrebbe farle rinunciare a un tuffo nel lago di Varese?
«Ho 35 anni ho sempre vissuto a Cazzago: mio padre è uno degli ultimi pescatori del lago (nella foto, il "Negus" ritira le reti) di Varese e anche lui nelle estati calde fa sempre il bagno. Il lago ha segnato le tappe della mia vita da quando avevo 10 anni e uscivo in barca con mio cugino che mi ha insegnato a remare sul barchetto…
Diciamo che non potrei vivere senza la possibilità di vedere il lago, di passeggiarci la sera o di farci un bel giro in barca».
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