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I soldi ci sono, i sassi no, e per ricostruire la strada i cugini svizzeri hanno pensato bene di regalarci quanto occorre per ridare un argine al Tresa che nel novembre scorso si è portato via una strada, così da permettere la ricostruzione della provinciale. La Provincia di Varese ha deciso nella giornata di oggi, 19 dicembre, lo stanziamento di fondi propri per la ricostruzione della strada provinciale 61. Circa 300.000 euro, come ha fatto sapere l’assessore competente, per i primi interventi che renderanno transitabile a senso unico alternato il tratto verso Luino nei prossimi 40-50 giorni. L’intervento servirà per ripristinare, oltre ai collegamenti viari, «anche i diritti fondamentali da garantire agli 800 abitanti del paese di Cremenaga» come affermato dallo stesso presidente della Provincia Marco Reguzzoni. L’ok politico è arrivato, lo stanziamento iniziale per l’inizio dei lavori pure. Manca la materia prima, i sassi per dare la possibilità di riempire i tratti di strada che il fiume Tresa ha eliminato con l’esondazione dello scorso 26 e 27 novembre. Anche qui il problema sembra essere risolto, grazie alla mano tesa che arriva però da oltreconfine. «Le alluvioni che si sono abbattute sul Nord Italia hanno messo a dura prova gli approvvigionamenti di materiali da costruzione e di riempimento provenienti dalla Val D’Ossola – ha affermato il sindaco di Cremenaga, Mario Della Peruta. Così, appresa la notizia della ricostruzione imminente della strada, dal Canton Ticino è arrivata la rassicurazione che i sassi per la ricostruzione dell’argine del Tresa ci verranno forniti dalla Svizzera. E gratis: un bel regalo di Natale». I massi, "ciclopici" per le loro dimensioni verranno trasportati in treno da Rivera, dove sono attive alcune cave sul greto del fiume Ticino. Della questione si sono interessati i Dipartimenti del "Territorio" e della "Protezione delle acque" del Canton Ticino Dopo gli aiuti per la misurazione degli smottamenti nella Valle del Tresa, – che gli svizzeri operavano nei giorni della crisi con prismi ottici e laser mentre da parte italiana si impiegava il sistema "della cordicella" – e la collaborazione tra le protezioni civili italiana e svizzera, anche sul fronte della ricostruzione giunge una nota positiva.
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