«Lazzaroni, il centro polifunzionale non risolverebbe il problema»

La crisi della Lazzaroni riaccende la polemica intorno al futuro della grande area per la quale si attende una sentenza del Tar

Si scalda il clima intorno alla possibile chiusura della sede saronnese del biscottificio Lazzaroni. Sorte che sarà resa nota dall’amministrazione dell’azienda in tempi piuttosto brevi e che potrebbe vedere 80 famiglie della zona cadere nel baratro della disoccupazione.

«Non è una bella notizia: un altro pezzo della tradizione produttiva del Saronnese potrebbe venire a meno – spiega Marco Pozzi capogruppo consiliare del democratici di Sinistra del comune di Saronno – Certo che non “fanno bene”, in questa ottica, le dichiarazioni dell’Onorevole (del Centrodestra) Airaghi che coglie l’occasione per rilanciare il centro polifunzionale (con cinema multisala) oggetto di discussione negli anni scorsi. Su quella ipotesi era caduta la precedente amministrazione della Lega Lombarda ad Uboldo: le elezioni amministrative di un anno fa avevano portato la maggioranza dei cittadini ad esprimersi su un programma che non prevedeva questa ipotesi».

Il progetto per il centro polifunzionale al quale si riferisce Pozzi è stato presentato due anni fa da alcuni privati con la proposta di una soluzione viabilistica del nodo saronnese. L’attuale amministrazione di centrosinistra di Uboldo ha rifiutato di effettuare il cambio di destinazione dell’area che avrebbe permesso la nascita del progetto. I privati sono così ricorsi al Tar e la sentenza è attesa per le prossime settimane. 

«Anche noi ci eravamo espressi negativamente su quel progetto – prosegue Pozzi – come si può definire “terziario avanzato” (come dice ancor oggi l’On. Airaghi) una struttura con 16 sale cinematografiche, almeno 60 negozi, con palestre, ecc.? Il terziario avanzato è un’altra cosa con negozi che andrebbero a fare concorrenza alla rete commerciale già esistente nella zona. Già allora si poteva pensare che, di sicuro, ciò che rimaneva della Lazzaroni non avrebbe avuto futuro  se fosse passato quel progetto».

«Per quanto riguarda, poi, l’impegno per un grosso investimento sulla viabilità: la promessa certo c’era ma, come avevamo già osservato, non avrebbe risolto, se non in parte, i problemi viabilistici della zona, anzi. Nel novembre del 2001 ci eravamo così espressi “da questi dati si può osservare che sono oltre 4.600 i veicoli che gravitano nelle ore di punta sull’incrocio Lazzagrill: come si può vedere se si sommano le due cifre: quella attuale (peraltro già “vecchia” di 4 anni (1997) e quella che possiamo prevedere dopo l’insediamento ipotizzato, si avrebbe praticamente il raddoppio del flusso veicolare”, Questi dati non sono mai stati contestati da alcuno».

«Non si capisce proprio il motivo per cui oggi l’On Airaghi rilancia quel progetto – conclude Airaghi – questa dichiarazione appare più funzionale ad interessi di qualche privato (che forse intende sponsorizzare?) che andare incontro ad esigenze dei cittadini del saronnese: e comunque contro la maggioranza dei cittadini di Uboldo».

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Pubblicato il 22 Aprile 2003
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